«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 23 marzo 2016

Le polveri



Per oggi avevo tutt'altra composizione in programma, ma stamattina ci siamo tutti svegliati in un nuovo incubo, e ha mutato l'andamento della mia giornata, e anche l'ordine di queste pagine.

Non sono usa a pubblicare "a caldo", mai, lo sapete, ma in questo momento non m'importa nulla di ciò che è opportuno o meno, o di quali siano le regole che mi sono imposta, del bon ton o della buona conversazione: in questo mio personale "salotto buono", dove amo intrattenere le persone che amo e rispetto, che siete voi, amiche care e amici, è entrata la polvere della battaglia.

Ci sono solo due vie che mi sono concesse, qui e in questo momento: il silenzio, e la voce.

Il silenzio per il rispetto delle vite stroncate, è forse la via migliore, la più dignitosa e dettata dalla pietas.
Ma non mi basta, stavolta.
La voce, il far sentire il suono della propria libera voce proprio quando l'obbiettivo di chi attacca è quella di tacitarla, è doveroso:  è la via dettata dalla humanitas.
La mia scelta dunque è questa. E se voce deve essere, sia alta, chiara e forte. Senza preoccupazione di "bello scrivere", di compiutezza formale, di prosodia.

Se resteremo fedeli ai nostri princìpi fondanti, amiche dilette e amici, la paura, il terrore, non ci piegherà, mai.

Con tutto l'amore di cui dispongo.

M.P.









Le polveri


Le polveri della Storia,
lorde di vita, sfumano la scena,
un grido ottunde il pensiero,
grottesca l'ombra d'un corpo
si giace nel fondo dell'anima
nostra, torto nel proprio dolore.

Un sottile vapore di sangue
si deposita sulle lenti
dei nostri apparecchi, ciechi,
e ora a pezzi per il troppo peso
che grava sopra ogni fotogramma
come un masso d'ambascia.

Le polveri della Storia
trascinano seco un turbine
di colpe, di menzogne,
di atroce miseria, di vergogna,
che ci si scaglia addosso
soffocando la nostra pietà

e il respiro, che ci muore
in fondo alla gola, nei bronchi,
negli alveoli, assieme al grido
che vorremmo lanciare: un grido
ultimo, potente, ostinato,
questo grido d'amore soffocato

che ci gorgoglia dentro, lungamente.
Noi ci risvegliamo, ancora una volta
coperti da quella polvere bianca,
fine, insinuante, indecente, che forse
è di pietra, forse di corpi combusti,
turpemente vaporizzati.

La nostra ignominia,
il prezzo che grava su noi
di pianto, e strazio di genti,
il costo per la nostra superbia
ci viene ributtato addosso.
Adesso. Ma questo

non ci induca a una morte
più mortale della stessa morte,
non abdichiamo dal più sacro
nostro unico ufficio: più della pena
vinca l'amore, questo amore nostro
di anima, e carne, e parola.

Le polveri della Storia
depositano sui corpi vivi
e su quelli morti una patina d'odio
e di vendetta. Sta a noi
mondarla dal cuore, sta a noi
sradicare da dentro di noi

il nostro terrore, sta a noi
opporre alla morte la nostra esistenza,
battendoci contro la nostra paura
brandendo l'unica arma
di cui disponiamo, senza timore:
la nostra libera vita.




Marianna Piani
Milano, 22 Marzo 2016

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