«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 22 luglio 2012

Leonore No.2


Mie care, ho la fortuna di avere un'amica il cui nome di battesimo - da lei peraltro gelosamente celato dietro un intricata selva di avatar e di noms de plume - è Eleonora.

Ditemi, come si fa, prima di tutto,  a non dedicare un ritratto a una ragazza che si chiama Eleonora?
E poi, come si fa a non farlo, se questa ragazza è una scrittrice, un'artista e una poetessa dotata di un talento quasi commovente, per quant'è scoperto e inconsapevole della sua stessa forza; e come si fa a non farlo se questa ragazza, giovanissima, si dichiara appartenente a un'epoca senza tempo, e si descrive con diletto indossare guantini di pizzo bianco e ombrellino parasole, come in un dipinto di Renoir? Come si fa a non aver voglia di ritrarne la personalità multiforme e complessa, la sua intelligenza alta e chiara quanto può essere chiara e alta l'intelligenza delle donne quand'è al suo meglio, la sua libertà di pensiero, la sua estraneità - più ancora che ostilità - nei confronti di tutto ciò che è banale, usuale, mediocre…
Se poi si scopre con lei un'affinità di pensiero - più che di carattere - che ci lascia sgomente come di fronte a uno specchio vivente, allora è impossibile, per una donna come me, non cedere a questo desiderio e prendere matita e carta e pennelli e…

Tanto è vero che questo è il secondo ritratto che abbozzo di lei su queste pagine… E allora, a questo punto, dato il personaggio, come fare a resistere alla tentazione finale di intitolare il pezzo, Beethovenianamente, Leonore No.2. E di "giocare", un po' per celia e un po' per diletto (e un po' per reminiscenza colta, perchè no?), con questo tono "pieno", da Elegia, da Ouverture romantica, a tutt'orchestra?

Chi la conosce, la nostra Eleonora, la riconoscerà senz'altro qui, ne sono certa. Per il resto, lascerò a lei, se lo vorrà, la scelta di "rivelarsi" o meno attraverso qualcuno dei suoi diversi "nomi di riferimento".

Dedico invece, con sua licenza, questa "Ouverture Eroica" al femminile a tutte le donne come lei, artiste, creative, geniali, vive, intelligenti… A tutte voi, amiche care, e a tutte noi, e ai nostri compagni e amici maschi, perchè di certo ci riconosceranno, se ci amano…

M.P.




Leonore No.2
(Ouverture)

Ci sono donne, ci sono ragazze,
che muovono una vita in verticale,
aggredendo folli vette, impervie cime,
inesplorate vie tracciate sopra rocce
di granito o di fragile calcare:
è loro imperativo il loro stesso ardire.

Esistono donne vive, esistono ragazze
che spezzano catene con il solo raggio
del loro fiammeggiante sguardo,
e liberano le menti dalle anguste prigioni,
dalle miniere di salnitro dell'Usuale,
dello Scontato, del Mediocre, del Banale.

Conosco donne, conosco giovani ragazze
che fanno della loro lucida gaiezza
la nitida sfida a ogni torpida saggezza,
che scaturiscono dalle lor ferite aperte
le scintille che inondano di luce il cammino
di mille altre sperdute pellegrine.

Vi sono donne intrepide, vi sono ragazze
che gridano il loro canto forte al mondo
fiere della loro indifesa femminea grazia,
che s'imbarcano su vascelli senza rotta
per smarrirsi tra genti e luoghi e bestie
e spettri e impetuosi turbini di sapienza.

Ci sono donne, ci sono tenere ragazze
inquietamente nude, ritte sull'orlo dell'abisso
pronte a sfidare ogni sguardo, ogni giudizio,
pronte a lasciarsi ardere nelle fiamme
del disprezzo dello scandalo e del pregiudizio
come streghe, come sciamane, come puttane sante.

Esistono folli donne, esistono vergini ragazze
che cavalcano in schiera le loro puledre sciolte
i seni al sole, gli sguardi negli sguardi, le criniere
libere sulle spalle, le mani avvinte alle gemelle mani,
stringendo spade di passione nei  pugni esangui
per conquistare il mondo al loro Regno di Bellezza.

Di queste donne, di queste ragazze
di queste schiere di cavalieri dalle tornite gambe
aggrappate al dorso ansimante e crespo dei destrieri,
di costoro  inevitabilmente siamo chiamate ad esser parte
tu ed io, per destino e vocazione, e per passione:
noi due, Eleonora mia, siamo le pazze tra le pazze.


Milano, 8 Giugno 2012
A Eleonora

Marianna

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