«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

giovedì 19 luglio 2012

Dialogo V


Paoletta e io vorremmo donarvi un altro piccolo dialogo, avvenuto tra noi qualche tempo fa.
Lei aveva pubblicato una meravigliosa, sorprendente poesia, che trascrivo qui di seguito, quella che a me parve come un canto straordinario attorno all'Assenza: l'assenza dell'essere che pensiamo possa dare un senso alla nostra esistenza, e che se ne è andato, o non ci ha mai raggiunto.
E la lettura di questi versi, così intensi e quesi disperati,  mi ha ispirata immediatamente una "risposta", come un eco, in forma di sonetto.

Dedichiamo questo dialoghetto a voi tutte, amiche dilette, e amici cari, con amore.
P.M.
M.P.

 

Schegge
di Paola Mancinelli


Me le ricordo, sai
quelle tue mezze verità
tagliate sottili
a filo di cuore,
servite fredde
su un letto di promesse.
Il sereno è alle porte,
mi dicevi,
gli dovremo aprire
prima o poi.
Da allora
non ho sentito bussare,
neanche una volta.
Il legno della porta è ancora intatto.
Le tue dita distratte,
il mio tormento.
Domando.
Attendo.
Le tue mani
sanno anche fare male,
quando non ci sono.





Assenza

Indicava l'orizzonte, Lui, l'Amore, mentre mi cingeva la vita,
noi due seduti di fronte al sole calante al largo del mare,
e diceva: "lo vedi laggiù il nostro futuro, quant'è sconfinato?
Laggiù, lo vedi quanto cammino faremo, assieme, tu ed io?"

Io abbandonavo il capo sulla sua spalla, senza quasi fiatare,
per timore di rompere l'incanto, per timore che ogni cosa
svanisse in un turbinio di luce e di ombre e di onde lucenti,
al momento in cui il sole si fosse spento nei flutti salmastri.

Avrei varcato mille mari per Lui, allora, avrei sfidato
l'intera rosa dei venti, da Ponente a Libeccio a Maestrale,
avrei fissato diritta negli occhi la più furiosa tempesta, ogni fortunale.

Intanto il Sole implacabilmente chiudeva i battenti del giorno,
e con questo ogni cosa prendeva già a mutarsi in puro ricordo,
e Lui svaniva dal mio sguardo, mutando la sua presenza: in assenza.


Milano, 7 Giugno 2012
A Paola
(Marianna Piani)

1 commento:

  1. Mie Care,

    Rimango assorto
    nei vostri versi
    Ruvido
    é il cuscino
    delle metafore
    non come Voi...

    Vi ritrovo
    nei miei pensieri
    che come foglie
    vagando
    fanno amicizia
    col franco vento

    Questo
    che mi arriva
    da Ponente
    pone in me
    le vostre pene

    Vorrei cancellare
    in Voi
    quelle memorie
    sfiorando
    con le mie mani
    il vostro capo

    Relegarle vorrei
    in un angolo remoto
    per crearne
    un'obliata assenza

    Deprivarle vorrei
    della loro essenza
    dello specchio
    che non più
    riflette
    gioiosa esistenza

    Questo desiderio
    mi morde
    non mi molla
    da tempo
    apro gli occhi
    continua il sogno

    Lo specchio
    é un vetro
    ora
    offre trasparenza
    alla sofferenza

    Vi vedo sorridere
    soffermo lo sguardo
    desidero questo momento
    lo voglio...
    si placa il vento.

    Appena scritta per Voi...
    un Augurio
    (a Present)

    Love, Always
    xo/xo
    Alvaro

    P.S. Mi piace tanto la chiusura "circolare" del tuo sonetto.
    Conosci "La Piedra del Sol" di Octavio Paz? *_*

    RispondiElimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.