«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 23 marzo 2013

Ricercare


Amiche care, amici gentili.
Ricercare. «Antica forma di composizione musicale di tipo contrappuntistico per strumenti e voci, fiorita tra i secc. XVI e XVII...»

Un titolo di genere musicale per un soggetto quasi filosofico, prima che espressione di una passione.
La vita è ricerca. Anche la Poesia è ricerca. E anche l'Amore, lo è. Una lunga, ostinata, difficile e mai finita ricerca, di sè stesse; di un significato, di un'anima che possa condividere le nostre speranze e le nostre disperazioni.
Innamorarsi, anche quello è ricerca. Cercare, inutilmente ma incoercibilmente, il motivo del nostro sentimento, la sua origine primaria. Innamorarsi è sempre un mistero, e a volte possiamo scoprire che un singolo, minimo dettaglio ha scatenato questa nostra travolgente tempesta dell'anima.
In questa composizione, ho tentato di narrare questa mia "ricerca", dal vagare a tentoni nei territori più impervi, o disagiati, o dolenti dell'anima, fino a trovare una risposta, l'unica possibile, nella luce di uno sguardo. Nel colore di un riflesso. Di noi stesse in quello sguardo.

La dedico, come sempre, a voi, amiche care e amici, con amore.
M.P.




Ricercare

 

Ho cercato tra gli anfratti delle rocce
più inviolabili il segreto del nostro amore.
L'ho cercato nei cunicoli profondi e tetri
e nei cubicoli essudanti salnitro e pianto
del mio deserto tempo
prima del tuo avvento.

Ho cercato con ostinata attenta cura
dentro la sfolgorante, balenante luce
che il lago risospinge al mio sguardo
di ciò che è il Sole in questo albeggiar
d'inverno. E l'ho cercato, con il cimento
di tutto quanto il mio femmineo ardore.

Ho cercato, lungo i sentieri torti e scabri
della mia incerta Fede nel mutante mondo,
e ho cercato percorrendo vaste strade
e tangenziali ribollenti sotto il fuoco
dell'Agosto, e l'ho cercato richiamandolo
a gran voce fino al fondo di questo denso mare.

Fino agli abissi inacessibili a ogni luce,
e fino ai cieli abbaglianti di comete.
L'ho cercato, quel segreto, scorticando
con le unghie i muri di cemento e calce
che confinano la mia pirigione, negandomi
anche il conforto della luce e del vento.

Ho cercato, insinuando le mie dita nelle crepe
frequentate da lucertole guizzanti e neri insetti
esplorando fragili tele e bozzoli biancastri
palpitanti nuove vite, delicati alieni feti.
Ho cercato sulle cime più fiorite delle colline,
e nei trogoli sconfinati di discariche cittadine.

Ho cercato tra le ghiaie più pure e nette dei torrenti
e ho cercato tra i rifiuti e i letami dell'umano.
Senza timore ho cercato, nè pregiudizio,
nè alcun vincolo o legame, o intenzione,
o ritegno, o pentimento, o illusione, o attesa.
E senza dare peso alcuno al tempo.

Ho cercato, con onestà e candore, e con rabbia,
e con dolore, ogni impercettibile sottile traccia,
scavando miglia e miglia di detriti e sabbia,
setacciando otri e barili di acqua e alghe e salso,
ho cercato, senza sosta, senza sonno nè riposo,
e per immemorabile tempo ho cercato invano.

Quando infine, stremata, mi lasciai cadere esangue
bocconi sulla riva del mio mare, dove l'acqua
giocava senza sosta sulle pietre levigate come guance...
Proprio accanto ai miei piedi nudi accavallati, vidi:
il motivo del mio viaggio, dov'era sempre stato,
quella scheggia di smeraldo, cullata pigramente

dalla risacca. Il luccichio del sole e la spuma
l'avvolgevano con inconsapevole dolcezza.
L'accolsi nelle mie palme, con delicatezza tesa,
la levai contro la luce, e vidi, infine, il segreto intero.
Tutto era in quel riflesso, tutto il verde inconcepibile
del tuo sguardo, e tutto il tuo desiderio indifeso.


Milano, 29 Gennaio 2013
(per Michela)
Marianna Piani

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