«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 2 marzo 2013

Libero Canto




Verso Angera (Foto mia)

Amiche care, e amici, oggi è Sabato, e dunque, andiamo: nella rilassatezza di una sera di riposo, ci avventuriamo in acque dell'immaginazione tubolente, difficili da percorrere, scure, se vorrete e avrete la pazienza di seguirmi…
È questa una lirica che scrissi di getto, anzi, d'impeto, direttamente sul mio iPad, una notte di veglia, e descrive il mio morire, e risorgere, e come fu la facoltà di cantare, storicamente appartenente alle donne per la loro salvezza mentale, che mi salvò dall'annientamento. Le donne cantavano, a volte in coro, nei millenni, mentre lavavano i panni nei gelidi torrenti, oppure chine nel fango delle risaie. Il canto, il libero canto, ha da sempre salvato le donne dal loro giogo, di volta in volta fisico, spirituale, morale, psichico. Io mi porto, a fatica, il mio giogo mentale, che a volte mi annienta, appunto, ma nel canto, come un cardellino nella gabbia, ho trovato l'espressione e il senso della salvezza… Non un canto solipsistico il mio, mai sia! ma volto a stabilire un contatto, con altri cardellini chiusi in altre gabbie, o con rondini libere nel cielo, che ci indicano la via per una liberazione definitiva, in volo…

E nell'emozione della scrittura, in una manovra maldestra di copia e incolla per poter registrare il testo in un luogo "sicuro", persi tutto, irrimediabilmente. Mi disperai, perchè mi sembrava una lirica perfetta, così com'era nata. E piansi, giuro, letteralmente piansi di rabbia e dolore, come se avessi perduto una figlia appena nata.
Ma poi corsi al taccuino, e, faticosamente, riscrissi tutto, certa che non sarei mai riuscita a ritrovare la magia di quella prima stesura. E così fu, o così mi parve. Inviai trepidante il testo a un amico fidato, anzi fidatissimo (Alvaro, sì, proprio lui, avete indovinato), perchè mi dicesse cosa ne pensava. Lui in argomento di Poesia dice solo ciò che pensa, e solo ciò che è vero, non badando se sia o no ciò che vorrei sentirmi dire, e non facendosi sviare dall'amicizia e dall'affetto, anzi più ancora fedele al suo pensiero, per questo. E lui mi incoraggiò. Mi consolò della perdita e mi disse che la nuova nata, secondo lui, era degna di essere nata. E io gli credetti...

Per questo la pubblico, alla fine, e la dedico a tutte voi, amiche care, e a voi, amici sensibili, per amore puro.

M.P.




Libero canto
 

Ho attraversato le pianure, percorso strade e tratturi,
corso attraverso tangenziali deserte tagliando le nebbie
con le lame dei fari, nella notte chiusa, senz'altra guida
che la mia speranza, senz'altra mappa da consultare
che il mio agro rimpianto.

Ho udito a lungo soltanto il cupo mormorio costante
del motore, cuore quattrotempi pulsante, che senza tregua
mi spingeva avanti, nonostante avessi da così a lungo
smarrita la meta. Fini fibre di seta di ragno mi allacciavano
a un passato ormai senza alcun senso.

E quando giunsi proprio sull'orlo del precipizio
non mi fermai, proseguii diritta, lasciandomi andare
nel vuoto del mio annientamento. L'abbandono
ha un fascino strano, ci avvolge con le sue braccia
e ci protegge, da ogni ferita.

Ho veduto tendersi verso me mani amiche e pronte,
tentare di preservarmi dalla caduta, senza chiedere altro.
Ma io, accecata dal femmineo ostinato orgoglio
sanguinante e ferito, non le vidi, non seppi, non volli
aggrapparmici in tempo.

Mi lasciai precipitare nelle vaste cavità dell'anima
fino al nucleo di metallo compresso che essa nel cuore
imprigiona, e nel discendere seppi di essere sola
in quel gioco, e per lunghissimo tempo intorno a me
fu solo il buio e inerte silenzio.

Allora, forse per rincuorarmi, forse per udire una qualsiasi voce,
intonai tra me e me un intimo canto. Un mormorio come quello
del torrente nel suo alveo, dapprima, e poi più distinto,
più intenso, mentre lasciavo che la mia voce scrosciasse
riempiendo di sè l'eco dell'oscura valle.

Era libero, il canto, e con esso si liberava il vento,
venendomi a danzare nei capelli, e gonfiando le vesti,
col mio canto facendo concerto, come l'aria archeggiata
sopra una viola d'amore, in risonanza con la singola corda
della mia voce, e con ciò che mi urgeva nel petto.

Il canto fu libero, e con esso fui libera io, e libera
fu per un istante - o per sempre? la mia mente,
mentre una tenue luminescenza si spandeva
nell'aria, e io mi sentivo trasportare, come una foglia,
sulle ali di questa libera ebbrezza.

Fu libero il canto, libero di danzare, libero di viaggiare
lontane contrade, libero di aver fede nel sole
ancora non sorto, libero di sorvolare le valli, i colli,
le cime innevate, le metropoli irte di torri argentate.
Libero del proprio libero sogno.


Milano 25 Gennaio 2013
Marianna Piani



4 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie mille volte a te, amico mio caro: senza il tuo intervento questa mia composizione forse non sarebbe mai arrivata a queste "pagine"... Avevo così tanti dubbi! Poi però mi sono resa conto che era materia viva. Allora ci ho lavorato, per renderla anche "parlante", e forse ci sono riuscita, alla fine!

      Tua (la Piccola Corsara) Marianna

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  2. Libera... Libera ora dagli intrecci di pensieri bui, costretti, fitti e avvolgenti trasformati in canto di luce, libero e liberato.
    E' bellissima, Marianna.
    Tua Sonja

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    Risposte
    1. Tu mi capisci cara, a primo sguardo ormai.
      È vero: finchè sono rimasta muta, annichilita da ciò che mi accadeva, il buio poteva sommergermi e soffocarmi... Poi, fortunatamente, ho ripreso in qualche modo il canto, e così mi sono salvata. Almeno per ora...

      Un abbraccio, caldo e forte.

      Tua Marianna

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