«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

lunedì 12 maggio 2014

Maggio, come d'Aprile



Amiche dilette, amici,

la poesia d'occasione è una tradizione antichissima, anzi si può dire fondante per ciò che oggi conosciamo come Poesia.
I cantori erano chiamati ad esercitare il loro talento e la loro arte in particolari occasioni, religiose o politiche o puramente ricreative. E a pensare bene, anche la poesia d'amore in sé altro non è che la prima tra le poesie d'occasione.
Per questo mi perdonerete questo piccolo fuori programma: ho composto oggi una cosetta in occasione, appunto, del compleanno della mia amica più cara.
Ma, come vedrete, se vorrete, ho voluto fare qualcosa di speciale, un qualcosa di unico poiché unica è l'amicizia che mi lega a questa persona, e lei stessa è una donna unica e speciale.

Come sapete, io scrivo in versi liberi, preferibilmente, anche se ultimamente piuttosto controllati, a volte scanditi da misure strofiche regolari, ma nulla più. In ogni caso è molto raro che mi cimenti in "forme chiuse" di origine antica o classica: io privilegio sempre il senso e l'emozione alla struttura. Mi piace il gioco poetico "formale", così come in musica amo la scrittura tonale, la forma sonata, la fuga, e non amo per nulla lo sperimentalismo fine a sé stesso, ma per me personalmente la Poesia è un'urgenza principalmente di comunicazione. Non amo "ingabbiarla" in sovrastrutture o virtuosismi, desidero che di volta in volta ciò che emerga, in primo piano, sia, libero, il significato. Il "significante" ( la tecnica, la prosodia, la lingua, la sintassi…) per me è solo un umile veicolo, uno strumento.

Ma per questo piccolo dono ho voluto immaginare un qualcosa di assolutamente e (quasi) rigorosamente classico:
si tratta, innanzi tutto, di un sonetto, vale a dire una delle forme più pure e stabilizzate della poesia lirica in lingua italiana - e non solo (penso a Shakespeare, a Neruda, a Baudelaire…).
Anche in altre occasioni mi è capitato di scriverne, o di accennarne, ma si trattava sempre più di una "citazione strutturale", una specie di "omaggio" alla forma, che di un canone vero e proprio, per quanto reinterpretato.

Qui invece ho voluto immaginare un "vero" sonetto in forma (quasi) compiuta, per la precisione un sonetto caudato (vuol dire con una quartina finale di "ripresa"), a endecasillabi canonici (fatta eccezione, voluta, per un paio di versi fuori misura, chi è "del mestiere" può divertirsi a trovarli) e con rime variate perfette e imperfette, o sostituite e sostenute da assonanze o rime interne.

Dunque, ecco: dedico questo lavoro alla mia carissima, dolcissima Mara, e entrambe lo condividiamo con voi, amiche e amici cari, con amore.

M.P.




Maggio, come d'Aprile


Il sole squilla oggi, come una rondine
trilla nero-bianca dentro il cobalto
del cielo agitato, e scintilla alta
danzando gioia al soave mattino.

Ma ieri soltanto il vento intesseva
ai capelli di rame i sogni ansiosi,
rorida pioggia inondava le pallide
alture, e tu dubitavi se mai finiva

questa stagione di promesse negate.
Ma finiva! Finiva come il pianto
dissolve sul vetro al sole d'estate.

Si scioglie il tuo Aprile come l'incanto
dei gigli esplode alle balconate,
e la città a notte è un firmamento.

Tu sai di essere stella che accende
l'orizzonte di bellezze infiammate:
sei l'Aprile, ma è Maggio oltre le tende!
Coglierai fiori e visioni infinite.



Marianna Piani
12 Maggio 2014
dedicata alla mia Mara in occasione
del suo ventiseiesimo fiammante compleanno

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