«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 7 maggio 2014

Florilegio


Amiche dilette, amici cari

presto, spero, mi recherò per qualche giorno al mio rifugio prediletto, al lago, ospite della mamma del mio ex compagno, che mi è rimasta inaspettatamente amica e solidale.
Lei non sa nulla di scrittura e dei miei sogni, nulla realmente "comprende" delle mie angosce,  è una donna concreta, dedita all'oggi, il suo è un genere di femminilità solida, sicura, di quel genere di femmine che hanno costituito la spina dorsale dell'Umanità; insomma, del tutto diversa da me, e forse proprio per questo la nostra amicizia si è creata, consolidata, e ancora regge.
Anzi, al tempo in cui ero "ufficialmente" la compagna di suo figlio, mi era apparsa ostile, quasi si aspettasse da me ciò che non potevo darle, non so se era gelosia, o se ero io piuttosto a sentirmi insicura e inadeguata di fronte a lei, costantemente sotto esame. La mia "stranezza", la mia incapacità e scarsissima propensione "casalinga" - specialmente in cucina - il mio essere spiantata e "fuori di testa", così poco raccomandabile come compagna della vita per un uomo pieno di talenti, di ambizioni e di capacità qual era il suo figliolo, e soprattutto infine la mia impossibilità a "darle un erede", tutto questo lo sentivo come una muraglia insormontabile tra me e lei.
Curiosamente, inaspettatamente, quando la mia crisi esistenziale ha travolto e definitivamente demolito il rapporto con suo figlio, proprio lei è stata una delle persone che mi è stata più vicina, che più ha contribuito a farmi riconquistare un minimo di volontà di vita, ospitandomi, sconvolta e ammalata quale ero (quasi tutti i giorni avevo crisi di vomito, di pianto, parlavo a monosillabi) presso di lei, riservandomi una stanzetta nella sua casa, venendo ogni mattina a vedere come stavo...
A volte ho ironizzato su questo, sostenendo che una volta "passato il pericolo" di un coinvolgimento reale con suo figlio, io fossi diventata per lei un "caso umano" da pietosamente aiutare, lei che è anche piuttosto religiosa, ma questo è veramente ingeneroso da parte mia. Nulla la avrebbe obbligata in realtà ad aiutarmi, a accogliermi presso di sé, così come ero, e a prendersi cura di me. Io credo sia scattato in lei un autentico impulso materno, o, almeno, di solidarietà femminile profonda. E per me, orfana e disorientata, è stata veramente un'àncora di salvezza.

Ne parlo ora perché lo stupendo giardino della sua casa sul Lago Maggiore per me è stato il luogo della mia rinascita, e tutt'ora è il luogo in cui so di potermi ritirare nei momenti oscuri per ritrovare me stessa. Ed è il giardino di cui parlo in questa composizione, dedicato ai fiori, meravigliose metafore viventi della femminiltà (non per caso in Francese, lingua sensuale per antonomasia, "la fleur" è "nom féminin": sostantivo femminile), e alle donne della mia vita, che dai fiori nella mia immaginazione sono rappresentate, nella loro bellezza, nella loro dignità, nella loro fragilità.
In fondo io penso che il talento di questa donna nel coltivare e curare questo stupendo giardino fiorito sia pari, se non superiore, a quello di un artista.
E forse, il suo impulso nei miei confronti è stato guidato proprio da questo suo talento, come un giardiniere che s'impegna a salvare una pianta appassita, a ridarle vigore, colore e profumo…

Dedico questa piccola composizione ai Fiori, appunto, e alle Donne-Fiore, che hanno ornato di bellezza e straordinari colori e profumi la mia vita, e alla mia amica cara, RosaMaria, che ha il fiore nel suo stesso nome, e che con un suo intervento tempo fa mi ha "guidato" in questa visione.

E naturalmente per voi tutte , amiche care, e amici fedeli, come sempre, con amore

M.P.





Florilegio


a Rosa
(...e a Viola
Orchidea
Bucaneve
Gardenia...)




Quante volte, varcando la soglia di quel giardino,
ha pensato che le piante fossero lì, per ascoltarla?
Quale lingua, quale idioma potrebbero comprendere
queste vite silenti di apparenza, in apparenza
prive di cuore, e d'anima, espressione di luce pura?

Il giardino era per lei come un tempio.
dalle mura mormoranti e scintillanti siepi
scosse nel vento, e in momenti di pace
rubati a una vita gravata di storia -
di tutto questo si sentiva vestale.

Era certa, si piegavano verso lei per chiamarla
le Rose dai lunghi steli, e le lanciavano sguardi
languidi appassionati dalle loro lussose corolle
di seta e velluto di sangue, e le Gardenie, ritrose,
le sorridevano con il loro esangue volto bianco.

I suoi piedi sfioravano le Viole, nel prato,
con tutta la cura per non calcarle,
e queste, grate della sua grazia, le carezzavano
le dita leggere, con baci e piccole malizie.
E in stagione, pur in assenza di neve, i Bucaneve

si offrivano raggianti, come officianti al rito,
trafiggendo con il loro biancore la cerulea porcellana
del cielo. I prati sopra i colli già verdeggiavano allora;
nel breve recinto delle aiuole margheritine esitanti
luccicavano come stelle d'un frammento di firmamento.

Forse un Giglio, solitario, la attendeva,
fiero come un cavaliere che reduce incolume
dalla battaglia attende la sua Fanciulla nella bufera,
per coprirla col suo manto e il suo intatto ardore.
E in un canto più segreto, l'Orchidea, la compagna

e la regina dei suoi baci appassionati sospirava
distaccata, diffondendo il suo profumo audace
capace d'inebriare le api e di stordire le farfalle
accogliendole nel suo trionfo di petali carnali.
Lei amava indugiare tra quella flora, sopra ogni cosa.

Per qualche istante - ma il tempo non contava più nulla -
era faccia a faccia con quelle corolle, le parevano
tutte così in balia del vento, così inconsolabili,
così lucenti. Dialogare con loro e confortarle
la confortava dai suoi acuti dolori. Indicibilmente.



Marianna Piani
Per RosaMaria
Con affetto, fiore a fiore

7 Febbraio 2014

4 commenti:

  1. bella come solo i fiori sanno essere,
    profumata come le rose,
    musicale come le note del vento che sfiora le foglie del giardino,
    in cui il pensiero placido,
    in ascolto giace.
    Francesco

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    Risposte
    1. Francesco,

      «il sole ascolta il suono del vento, nell'erba.
      E in quel suono ode
      la sua luce mutarsi in amore,
      e il suo amore poi risolversi in vita,
      ch'è vita perché è linfa
      che comunica al cuore...»

      Sei veramente molto caro, per la tua sensibilità.

      Marianna

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  2. Per qualche istante - ma il tempo non contava più nulla -
    era faccia a faccia con quelle corolle, le parevano
    tutte così in balia del vento, così inconsolabili,
    così lucenti. Dialogare con loro e confortarle
    la confortava dai suoi acuti dolori. Indicibilmente.

    La natura riesce sempre a confortare le anime sensibili, dialogando con i fiori si ritrova spesso la pace...bellissimi versi amica mia diletta!

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    Risposte
    1. Grazie Laura!
      Le anime sensibili, come sei tu, sanno che il loro destino è quello di cercare, cercare, cercare, e mai trovare pace. Un riposo tra i fiori - o tra le braccia come petali di chi amiamo - è ciò che di più prossimo ad un conforto ci è dato trovare.

      Ti abbraccio forte, cara.

      Mari

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