«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 31 maggio 2014

Corvi sopra il parco


Amiche care, amici,

Immaginatemi al parco dietro casa (la "montagnola" di San Siro, a Milano chiamata familiarmente Monte Stella) in una delle mie escursioni mattiniere a correre (retaggio del mio lontano passato da sportiva praticante), o per meglio dire, a sgambettare in solitudine, alle prime luci dell'alba.
Bene, adesso, a Primavera avanzata, alla stessa ora la luce è già tanta, e assai più numerose sono le persone che si impegnano nella loro sgambettata mattiniera; ma a fine Febbraio, quando questa piccola composizione è nata, le persone in giro usualmente sono pochissime, il freddo è ancora abbastanza intenso, e "padroni" del parco sono soprattutto i corvi, appartenenti a un piccolo stormo stanziale, che si industriano a racimolare di che sostenersi tra i rifiuti abbandonati sulle aiuole e lungo i vialetti.
Per quanto forti siano in me le tendenze allo sturm und drang, i corvi in sé non rappresentano nulla di inquietante, nel mio immaginario, né nella mia percezione simbolica. Ho la fortuna di essere stata educata ad amare tutti gli animali senza distinzione, non ho fobie di alcun genere nei confronti del regno animale, e ogni bestiola ha tutto il mio rispetto, se non anche il mio amore. Merli, corvi, cornacchie e gazze, sono degli uccelli magnifici, elegantissimi, che mi comunicano se mai una nota di malinconia, più per motivi di colore che comportamentali. Il quid di tristezza che forse si percepisce nella mia "canzone"qui sotto non è dato dalla presenza dei corvi, per quanto ne siano in qualche modo i protagonisti, ma dall'inconro del mio pensiero con l'atmosfera del momento, e del paesaggio.


Correre certo mi serve per tenere la macchina del mio corpo ben carburata, e avendo praticato come dicevo parecchio sport in passato è un'esigenza fisiologica quasi imperativa: quando mi trovo costretta a rimanere ferma per qualche motivo per un periodo medio-lungo, ne ricavo molta inquietudine e sofferenza.
Correre è questo, per me, ma è anche un piccolo nutrimento per le mie intime riflessioni: quella ora, ora e mezzo che riesco a "rubare" alla giornata (non tutti i giorni ci riesco, purtroppo) è come un'oasi per la mente, che non ha altro da fare che sovrintendere al sistema in gran parte automatico del movimento fisico, e semplicemente pensare. Osservare, riflettere e pensare.
Ed è allora che  si scopre il piccolo "vantaggio" dell'attività poetica (o letteraria, o filosofica, o speculativa) rispetto a quella delle arti "figurative" - e anche musicali - e lo posso dire con un minimo di cognizione di causa, in quanto, in un modo o nell'altro, bene o male, le "frequento" tutte e tre.
La "parola" non ha bisogno - per nascere - di un supporto "tecnico": per intenderci, se volessi ritrarre pittoricamente "dal vero" un quadretto, un bozzetto come quello che è sotteso a questa composizione, dovrei avere con me quanto meno un blocco e dei pastelli, o grafite, dovrei scegliermi un punto di osservazione preciso e vantaggioso, e qui fermarmi per qualche tempo a "lavorare", sospendendo ogni altra attività.
Invece, queste piccoli "acquerelli" fatti di null'altro che "pensieri e parole" possono nascere anche così, durante una passeggiata o una corsetta, o in qualsiasi altra occasione, come mi accade in effetti piuttosto spesso: in Metropolitana, in macchina durante un viaggio, nella sala d'aspetto del medico, dal parrucchiere, oppure in coda all'imbarco in aeroporto. Nasce e si sviluppa tutto nella mente, e tutto ciò che ho da fare poi è di imprimere le idee nella memoria e, appena possibile, "buttarle giù" su un taccuino, sul retro di uno scontrino da supermercato (perché non scappi) o direttamente sullo smartphone (il che non mi piace perché non mi permette di "digitare" alla velocità che il mio mestiere di dattilografa mi consentirebbe) o sul Mac.

Ecco, così, tanto per partecipare a voi, amiche mie dilette e amici, un poco della mia vita e di come queste cosette che preparo qui per voi prendono forma…
Con amore!

(Dedicai questa breve lirica all'amico Luca, perché conosco la sua predilezione per i "ritratti e paesaggi" in poesia. È un po' che non lo sento, e spero che sia semplicemente per motivo dei suoi impegni. Ciao Luca, come stai? Fatti sentire, caro, che mi manchi tanto! A presto.)

M.P.



Corvi sopra il parco


I voli sono quelli gravi e scuri
dei corvi dal becco nero, greve
e tozzo come un martello.
Si affollano in piccoli stormi
e discendono sul sentiero
a contendersi un pensiero di morte
dimenticato da qualche passante
nella disperazione della notte.

Lo sbranano avidi, quel pensiero,
riducendolo a pochi resti informi,
così che non possa essere riconosciuto
al rinsavire del giorno.
Qualcuno càpita a volte a passare
sul fare dell'alba su questi sentieri;
loro, i corvi, per nulla allarmati,
si alzano in un breve rumoroso volo,
e ridiscendono al suolo, alle sue spalle,
sollevando polvere dalla ghiaia.

Sorvolano quindi in larghi cerchi
i roseti che circoscrivono le aiuole,
e quando la stagione addolcisce
le corolle giallo oro o purpuree
sbocciano ovunque sotto il sole.
Allora i neri inquieti uccelli
come danzatori s'impossessano
delle rose e delle begonie
in un tango appassionato,
e noi meditiamo il nostro ritorno
ogni giorno, al creato.



Per Luca, con affetto
Marianna Piani
Milano, 24 Febbraio 2014

2 commenti:

  1. Cara Mari,
    Eccomi qui !
    Non mi sono scordato di te, te l'assicuro : ho sempre continuato a seguire il tuo lavoro, seppur silenziosamente.
    Prima di continuare il commento, sono OBBLIGATO a farti i complimenti per la composizione "Il grande albero nella stagione delle gemme".
    Mi ha donato davvero molto, a livello umano.
    Mai, finora, una tua composizione aveva avuto un impatto così forte su di me.
    Tornando al presente, ti ringrazio moltissimo per questa dedica :
    La tua abilità nel descrivere paesaggi, esseri viventi e situazioni rasenta la perfezione (parere personale).
    "... Corvi dal becco nero, greve e tozzo come un martello."
    Un inizio diretto e cupo, tagliente, come solo tu sai fare, per poi lasciare spazio, aria, ossigeno al finale aperto, quasi sognante ma allo stesso tempo concreto :
    "e noi meditiamo il nostro ritorno, ogni giorno, al creato."

    Un abbraccio pieno di affetto sincero.

    Buona serata, Mari !

    Luca


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    Risposte
    1. Caro Luca, eccoti qui!
      Mi hai lasciata sola per un po', e mi sei mancato.
      E ora sono proprio felice di ritrovarti, e sono contenta di sapere che, come speravo, va tutto bene, con te.
      Le tue letture mi aiutano a capire cosa "arriva" effettivamente di ciò che scrivo. Così come i punti di vista e le opinioni di ogni altro dei miei pochi ma preziosissimi lettori. Tu hai una passione e una sensibilità tutta particolare, però.

      Sono felice anche che tu abbia apprezzato "Il grande albero" che ritengo uno tra i miei "risultati" migliori, e a cui sono particolarmente affezionata.

      Per quest'ultimo mio "quadretto", io sono una illustratrice di mestiere e certo questo un poco influenza il mio modo di scrivere, ma penso che ciò non sia necessariamente riduttivo: è bello narrare e descrivere, amo fare poesia proprio in quanto me ne dà strumento e possibilità.

      Ora che ti ho ritrovato, mica ti voglio lasciar scappare: Torna a trovarmi, appena puoi, se puoi!

      Un abbraccio forte forte

      Tua

      Marianna

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