«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 3 maggio 2014

Passaggio


Amiche dilette, amici,

gli amori vengono, gli amori sconvolgono le nostre vite, gli amori vanno...

E lasciandoci, scompaiono per sempre nelle nebbie della memoria. O a volte in quelle del rimpianto.

Noi ogni volta ci illudiamo, sempre alla ricerca d'un amore perfetto e proiettato nell'eterno, dove potersi annullare, definitivamente, e dimenticare le disperazioni della solitudine: ci illudiamo ogni volta di trovare la parte mancante del nostro destino, quella in cui si cela la felicità, quella che ci può rendere libere, che ci può completare, che può dare un senso alla nostra esistenza.
E alla fine ogni volta ci ritroviamo da sole sul cammino, più abbandonate di prima, proprio perché abbiamo assaporato per breve (o anche lungo) tempo il sapore della completezza.


I dolori autentici della vita sono le perdite, le perdite continue di parti vive di noi stesse. È come se nascessimo ricchi di un potenziale immenso di amore, di attrazione e di comunicazione, e poi via via nel passare degli anni questo potenziale svanisse, ci venisse tolto, strappandoci uno ad uno i petali dei nostri affetti profondi, fino a lasciarci nudi, come un fiore passito e defogliato, mentre la stagione intorno muore.
Le perdite sono il vero dolore della vita, ne sono convinta, non le delusioni, i tradimenti subiti, i nostri mali fisici e morali: sono le perdite degli esseri che integrano il nostro essere, di chi ci sta vicino, di chi ci ama, e di chi amiamo. È la qualità del nostro amore per costoro che li rende indispensabili, e che rende la loro perdita irrimediabile.
E noi, dopo, continuiamo a vagare nella nostra anima, a cercare ostinatamente le tracce lasciate da chi ci ha lasciato, per sperare almeno di trovare dentro di noi depositato un lascito della sua esistenza, una conferma che un giorno, sia pur brevemente, abbiamo vissuto.



Poiché, sapete, l'unica possibile conferma della nostra effettiva esistenza, del senso ultimo della nostra vita, sta nel riflesso dello sguardo di chi riamato ci ama... O ci ha amato.

Per voi, amiche care e amici, come sempre, con amore.

M.P.






Passaggio


Cerco la traccia del tuo passaggio
nelle ombre ostili dell'inverno,
cerco il segno dei tuoi passi
sopra i campi levigati, scavati
nella brina che copre i seminati.

Il bisogno atroce della tua presenza
e la demoniaca follia della tua assenza
incavano orme fonde nell'argilla
del mio dolore, il tuo passo certo
ti allontana e ti annebbia, e il gelo

con te procede, e avanza, pervadendo di sé
ogni cosa, morta o mortale. Le mie mani
immerse già nell'alba, attendendo un raggio
di luce da afferrare, dolgono fino alle ossa
e la pelle si distacca, lacerata di rimpianto.

Tu sei me, e lasciarti fuggire è stato
come lasciare morire un sole all'orizzonte,
in un tramonto di rabbia rosso acceso,
indaco di amarezza, violetto di illusione
blu-nero come il pozzo dell'abbandono.

Io sono te, e vedermi ora per ora sempre
più distante, è come scostarmi da uno specchio
declinato lievemente, e lasciarmi via via
sprofondare in nulla, oltre la cornice
della mia visione -  Eppure io vi credetti.

Noi due insieme fummo, questo credetti, il riflesso
di un progetto divino, incorruttibile ed eterno.
E solo ora, mentre sento ancora sotto il palmo
il calore di velluto della pelle nuda sul tuo ventre,
comprendo appieno quanto ci inganna il tempo.

Nulla sarà mai eterno, poiché tu non fosti
con me in perpetuo, ma anzi mi tradisti,
come la luna che si riflette sopra la lama
di un coltello, e crede di aver trovato
il simulacro d'un vasto lago in cui annullarsi.


Tu mi tradisti, e io ti piansi; e questo infine
sottrasse il nostro amore dal corrompere del tempo.


Marianna Piani
Milano, 1 Febbraio 2014

2 commenti:

  1. Cara Mari, come poche sai trovare le parole che toccano il cuore per raccontare il dolore di una perdita... Ma ciò che vorrei per te è gioia, tanta gioia che non sia solo un attimo perduto ma di quella che ti lascia persino incredula, giorno dopo giorno e rinnova con un nuovo giorno il suo ricordo pronta per crearne un ricordo nuovo. Ti voglio bene, cara amica.
    Sonja

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    Risposte
    1. Sonja, mia cara, che gioia per me ritrovarti qui, tu che sei tra le amiche di sempre una delle più care, se non la più cara, di certo la più dolce, di certo quella di cui sento più la mancanza, quando si allontana anche se temporaneamente.

      La gioia piena è una ricerca continua, anche se disperata, penso per chiunque, ma certamente lo è per me, a causa della mia personalità complessa, che io stessa non sempre so dominare, o almeno comprendere.

      Vorrei averti sempre vicina, amica mia diletta, questo sarebbe già avvicinarsi un po' alla gioia!

      Tua
      Marianna

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