«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 10 maggio 2014

Quando avvenne


Amiche care, amici,

ritorno su un argomento a me caro e sofferto: lo sbocciare, sempre aspro e conflittuale, della femminilità compiuta, in un atto d'amore che ha una natura intima mai del tutto superata di possesso, dominazione e violenza, un po' come accade in tutti i mammiferi.
La cultura a volte ha moderato, a volte purtroppo esasperato questa componente del rapporto tra il maschile e il femminile, ma non c'è mai stato veramente un superamento, forse impossibile data la fisica stessa della penetrazione, che implica un atto attivo ed uno passivo, una imposizione ed una accettazione.
A volte, anche nei rapporti intimi tra donne tende a riprodursi questa dinamica, tanto forte è l'istinto che ci domina in questi momenti - peraltro fondamentali - della nostra vita.
In un caso o nell'altro, ovviamente, sia tra uomo e donna che tra donne, l'amore autentico e sentito, equilibrato tra entrambi i componenti della coppia, può superare la valenza fisica dell'atto per proiettarlo verso una dimensione di effettiva con-fusione, di due corpi e due anime che diventano una entità composta ma congiunta, attraverso il contatto e il rimescolamento di carnalità, fluidi, sensualità e stimoli condivisi.
Spesso però per la donna la prima esperienza, a volte troppo precoce, immatura, ma anche quando è nella piena consapevolezza e volontà, mantiene un carattere drammatico e doloroso, anch'esso legato alle caratteristiche propriamente fisiche dell'atto, che si imprime per sempre nella memoria conscia e inconscia della propria sensibilità.
Questo nei casi "normali", quelli più felici e positivi. Già quando - come nel mio caso - una omosessualità ancora non riconosciuta, non rivelata, o non accettata, porta a sentire il "primo rapporto" etero in qualche modo "imposto" (anche solo dalle circostanze, o dalla casualità), diventa un passaggio di vita più complesso e difficile da "gestire".
Immaginate poi nei - purtroppo non rari - casi in cui questo "primo rapporto" si consuma con un atto vero e proprio di violenza, del tutto subito, imposto e dolorosissimo, immaginate quali danni questo può provocare nella delicata struttura conoscitiva di una ragazza, magari ancora in fase di sviluppo.


Parlarne in Poesia? Ebbene, sì, per farlo occorre un rapporto diretto con la Verità, e la Poesia è l'unico strumento che io conosca che mi mette in condizioni di ottenerlo.

Condivido dunque, come sempre, con voi, amiche dilette e amici, queste riflessioni, con amore.

M.P.




Quando avvenne


Fu una mattina di settembre
in un prato d'erba rinsecchita
che le pungeva la schiena spoglia
e le spalle, e dentro cui conficcava
i pedi nudi fino a farne sanguinare
le dita trafitte dagli steli di gramigna.

Lui la ebbe perché lei volle
fermamente, ma lei piangeva
di dolore mentre il cuore
dentro il petto le impazziva e non capiva
se fosse quello per lei il piacere
oppure fosse pena da scontare

per il suo sbocciare donna.
All'acme il suo grido fu di rabbia,
e fu sentito come un ansito sensuale
trascinato dalla brezza, fino al mare.
Dopo ciò fu silenzio, e il bel dorso
del ragazzo s'inarcava come un gatto

che si tende dopo il sonno.
Gli guardò le vertebre che sporgevano
sotto il collo, proprie d'un corpo acerbo,
e chiuse gli occhi. Rimase un poco
esanime col suo corpo bianco spampanato
come uno strano giglio in mezzo al prato.

Spalancò allora gli occhi, e vide
sopra sé le nubi che la osservavano
intenerite, forse incuriosite da quella sorella
che sfolgorava come loro, lì sulla terra.
E si chiese ancora se fosse amore
quella fiamma che l'aveva scossa e accesa.

Il ragazzo s'era alzato, e sedeva muto
su una pietra poco discosta. Non sembrava
più con lei, era ormai solo nei suoi pensieri,
Allora lei decise che era tempo,
raccolse la sua veste e s'incamminò
lungo il sentiero, verso una luna che sorgeva.



Marianna Piani
Milano, 10 Febbraio, 2014

2 commenti:

  1. Ti stringo al cuore amica mia...questi versi mi hanno molto colpito!

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    Risposte
    1. Parole di una donna che una donna può comprendere.

      Grazie Laura, cuore a cuore.

      Marianna

      Elimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.