«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

martedì 7 febbraio 2017

"Sonnet 75" di John Berryman


Amiche care, amici,

proseguo con il mio progetto di offrirvi su queste pagine una panoramica — ovviamente incompleta e senza alcuno scopo didattico, ma di pura affezione — della Poesia Americana dell'ultimo Secolo, fon ai nostri giorni.
Propongo un altro autore poco conosciuto da noi, ma molto noto negli Stati Uniti, un poeta di grande sensibilità e di grande profondità e complessità di scrittura, John Berryman (1914—1972).
I suoi riferimenti e la sua costruzione poetica sono estremamente sofisticati (e mi hanno dato filo da torcere per la resa in traduzione, ma questo è un dato comune a ogni poesia davvero di valore), come nel componimento che qui propongo, una forma-sonetto molto elaborata, ma anche rigorosa, che si dipana in un omaggio dichiarato a Petrarca, con riferimenti diretti alla sua biografia (molto interessante tra l'altro, se ne potrebbe ricavare un film) in parallelo con la propria, rintracciabile negli ultimi versi.

Berryman ebbe una vita sofferta, tutt'altro che felice, e segnata da squilibri mentali e da una profonda depressione, che lo portò al suicidio a soli 58 anni, ponendolo così nella schiera, ahimè molto larga, di artisti, poeti, letterati, americani che decisero di porre fine prematuramente alla propria vita, tutti tra l'altro nel giro di poco più di un decennio. Tanto per confermare quanto l'arte pretende dalla vita di chi di arte e per l'arte vive.

Maggiori dettagli della sua figura di uomo e poeta, se lo desiderate, in queste note su Poetry Foundation.





John Berryman



 Sonnet 75


Swarthy when young; who took the tonsure; sign,
His coronation, wangled, his name re-said
For euphony; off to courts fluttered, and fled;
Professorships refused; upon one line
Worked years; and then that genial concubine.
Seventy springs he read, and wrote, and read.
On the day of the year his people found him dead
I read his story. Anew I studied mine.

Also there was Laura and three-seventeen
Sonnets to something like her… twenty-one years…
He never touched her. Swirl our crimes and crimes.
Gold-haired (too), dark-eyed, ignorant of rimes
Was she? Virtuous? The old brume seldom clears.
–Two guilty and crepe-yellow months
Lise! be our bright surviving actual scene.


John Berryman — Sonnets



Un giovane bruno; fu chierico in tonsura; un segno,
la sua incoronazione a poeta, aggiustata, il suo nome
rimediato per eufonia; girò molte corti,
e ne fuggì via; declinò molte docenze; anche per anni
lavorò su un singolo verso; e poi, quell'amabile compagna.
Per settanta primavere egli scrisse, e lesse, e scrisse.
Proprio alla data in cui i suoi lo rivennero morto
conobbi la sua storia. E riconsiderai la mia.

C'era Laura, anche, e trecentodiciassette sonetti
dedicati a qualcosa di simile a lei… ventuno anni…
Lui mai la sfiorò. Turbinano i nostri peccati e i nostri delitti.
Coi capelli dorati (anche tu), e gli occhi scuri, e ignara
di rime? E virtuosa? Di rado un'antica bruma dissolve.
— Due colpevoli mesi, avvolti in cartacrespa dorata, Lisa!
Rimangano la nostra splendida autentica storia, per sempre!
 


John Berryman
Versione Italiana di Marianna Piani
Milano, 06 Febbraio 2017
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