«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 25 febbraio 2017

Estati passate


Amiche care, amici,

rivedendo casualmente in questi giorni alcune diapositive di quand'ero bambina mi sono imbattuta in alcune istantanee prese al volo da mio padre nelle vie di Grado, in una fine Luglio di (troppi) anni fa, che ritraggono la mia mamma e noi due sorelle a passeggio, di ritorno dalla spiaggia.
Sembrano passati secoli, e la bellezza di mia mamma in queste immagini per me ha qualcosa di arcano, favoloso. Ah, fossi io bella come era lei
 Ora ho superato da un bel po' l'età che lei aveva in quelle foto. Diversamente da me, lei era bionda come una Svedese — io invece ho ereditato i geni ebraici di mio papà — e al mare si scopriva, ora mi rendo conto, senza inibizioni, con libertà e generosità, anche se sempre con innata eleganza e senza la minima ostentazione.
E noi bimbe, assieme a lei, sembravamo dei pulcini dietro un cigno maestoso: io credo che, viste così insieme, eravamo davvero un bellissimo spettacolo.

L'otturatore della Nikon F di mio papà, come in un sortilegio, ha fermato quegli attimi fuggenti, negli inconfondibili colori pastello dell'Ektachrome, e me li ha restituiti oggi miracolosamente quasi inalterati dopo così tanti anni.
Non provo nostalgia o rimpianto, forse solo qualche intenerimento, la vita scorre e le tracce che lascia non ci appartengono nemmeno più, diventano storie, e solo il loro racconto può restituircele per qualche istante.

Amiche dilette, amici, vi lascio alla lettura, se vorrete, di questo ritaglio di memoria, scaturito da quelle antiche immagini.
Con amore

M.P.





Estati passate


Quelle giornate d'estate,
quelle sfumature dorate, opache,
avvolte a ogni cosa; fino l'aria
era dorata, come un affresco
giottesco, nei dardi d'un sole
ancora squillante, immerso
in spume di nubi candide e bigie;
quelle indolenti passeggiate
sul lungomare, affollato
di gente comune, anch'essa
rivestita di riflessi d'ambra,
e per questo, nella sua vaghezza,
a suo modo, pur bella.

Mia madre camminava
col suo passo orgoglioso
da giovane donna dotata
d'una sua fulgente bellezza,
quasi danzando su quei zoccoletti
color corallo, indosso un abitino
a grandi fiori stampati
che le scopriva
le gambe e la linea del seno;
in capo un largo sombrero
e grandi occhiali da sole
che le davano il giusto mistero.

Dietro, come anatrine vivaci,
zampettavamo noi bimbe,
mia sorella e io stessa,
con ciabattine da mare
e le vestine leggere e piccine
come fazzolettini, sulla pelle
bruciata di sole, e salsedine,
e sabbia: ancora qualche nero
filo d'alga avvolgeva
la mia caviglia, o aderiva
alla sua spalla.

Quanto eravamo belle, noi tre,
sul lungomare nelle sere d'estate,
inconsapevoli come i cirri piumati
che adornavano di volute e rabeschi
quei cieli, incantati dal volo
di filanti Aironi argentati.



Marianna Piani
Milano, 22 Dicembre 2015
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