«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 20 luglio 2013

Una ragazza di Milano


Amiche care e amici, questa composizione è dedicata alla mia città di adozione, amata e detestata ma irrinunciabile ormai, e alle persone che l'abitano e la vivono.
La visione di un paesaggio, anzi di cento diversi paesaggi, com'è naturale in una città di una certa dimensione, e in questo paesaggio incastonata la visione di una persona, una ragazza, che colgo e che immagino attraversare con svelta precisione le vie e le strade trafficate, intenta nei suoi pensieri e nei suoi impegni, per nulla consapevole di essere bellissima. O forse dentro di sé in fondo ben conscia di esserlo. Come una rondine che s'alza in volo per le sue faccende, e disegna nel cielo con nonchalance la traccia elegante e musicale del suo volo inquieto.
Vorrei fermarla, guardarla negli occhi, prenderla per mano e dirle la mia ammirazione… Ma non voglio rompere l'incanto.


Questa, mie care, per me è la "mia" Milano: edifici, grigio, traffico, rumore, cieco furore della folla che quotidianamente si reca al lavoro… E questa ragazza, giovane, viva, ricca di talento, intelligente, capace di affascinarmi, di farmi innamorare con un solo sguardo, con un gesto svelto della mano…

Ho dedicato dunque queste parole a Milano, come vi dicevo, e a Mara, che mi ha direttamente ispirato questo ritratto, realizzato come uno schizzo preso dal vero; e ora le condivido con voi, amiche mie dilette e amici, come sempre, con amore
M.P.




Una ragazza di Milano

Quando penso Milano, penso le stazioni della metropolitana,
Sanbabila, Duomo, Palestro, cunicoli come ife nel sottosuolo,
termitai di individui formicolanti e stanchi. Quando penso Milano

penso ai foschi quartieri oltre i Bastioni, penso alle nebbie
senza ristoro, penso alle tramontane tese che spellano i cristalli
delle tremule finestre, penso ai veicoli in colonna come bestiame

di vetro e di ferro rassegnato al passo, e penso ai rari sparsi
balconi fioriti, così incongrui nel loro squillare colori nel grigio
che tutto ingolla, che tutto cancella. Salvo quei gerani incongrui,

figli di un sole che a tratti si affaccia, come un sovrano,
facendo balenare i cristalli delle vetrine e dei padiglioni
della Fiera. Quando vedo Milano, vedo percorsi tormentati

lungo viali sciattamente alberati, e le edicole dismesse
di cui s'è persa memoria, e i cani che annusano tristi nei parchi,
legati agli anziani che sostano fissando inerti le siepi.

Quando penso Milano, penso i porfidi sconnessi, e i lustri
righelli delle tranvie che intrappolano i ciclisti, e i muri di calce
coperti d'un intrico di graffiti dai colori insani, come è insano

il susseguirsi di edifici, di vetture e di facce, e di lussureggianti
vetrine che vomitano bagliori intermittenti sui selciati, e sui tetti
le assemblee di piccioni intenti a dialogare nei loro ignoti dialetti.

Penso agli invasi semivuoti delle spoglie dei Navigli, e le chiuse,
inerti, che non chiudono più nulla se non memorie di fango,
e le antiche foschie della pianura cruda e desolata, e le piogge,

le dense incessanti piogge che intridono le vesti, e i cuori,
e i capelli, e i pensieri, e li incollano al corpo intirizzito stanco
troppo stanco per trovare il vigore in alcun modo per reagire.

Eppure quando questa città mi avvolge con la sua amara grazia,
rivedo la figura della ragazza che traversa diritta fiera e sola
l'ampia spianata della Piazza, conscia di competerne in bellezza.

Il suo sorriso è un accento acuto sul bel viso, e acuto è lo sguardo
rivolto al mondo, acuto il mento come di felino, felinamente
procede sui suoi lievi passi di creatura di luce e ombra senza sbavature.

Non appartiene alla città questa creatura, né alle pianure,
né a me appartiene, né a voi, né a chiunque altro al mondo:
appartiene - forse - al vento che indugia tra i suoi capelli

e agita i fiori rossi della sua gonna. Appartiene al suo pensiero,
che è come il vento, libero e sincero, e come il vento
dispiega le sue vele gonfie e generose per remote inesplorate rotte.


Marianna Piani
Milano, 2 Maggio 2013
Per Mara

1 commento:

  1. Svegliarsi con un ritratto così...cosa volere di più?

    RispondiElimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.