«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 12 gennaio 2013

Abbecedario III


Nato come un gioco, un pretesto per liberare la fantasia, divenuto via via un percorso interiore, una confessione, il racconto e la scoperta di un'anima in un momento di svolta. Ogni lettera dell'alfabeto, depositata come un seme nel giardino della mente per far germogliare pensieri. Una dopo l'altra, in rigoroso ordine alfabetico, venticinque composizioni, venticinque tappe di un pellegrinaggio, del tutto libero, aperto, sincero e indifeso. Le pubblico ora per voi, una dopo l'altra, a cadenza regolare, e le raccolgo poi via via in una pagina dedicata, "Abbecedario", così da averle sempre accessibili, tutte assieme, come vagoncini agganciati uno all'altro.


Care amiche dolcissime, e amici gentili. Ecco il terzo capitolo del mio piccolo abbecedario poetico.
C come il Canto, non solo in senso poetico, ma proprio canto, canto spiegato, musicale, la voce dell'armonia e della vita.
O anche il canto di disperazione, e di solitudine, il bisogno di far sentire la propria voce al di là delle sbarre che ci rinchiudono nella nostra personale intima prigione…

Questa composizione è nata in modo un poco particolare: stese di getto le prime due stanze (per dirlo come mi ha insegnato Alvaro), che poi diverranno la prima e la terza, arrivò l'eclissi, e poi, solo dopo molti mesi ne è scaturita l'ultima, quella che qui ora è la quarta, la chiusa. Infine, poco prima di decidermi a pubblicare, un'ultima strofa ha chiesto a gran voce di essere scritta, e così è nata quella sul canto di mamma, che è divenuta la seconda della versione finale.
A volte una poesia è come un cantiere, si getta la prima struttura, le fondamenta, poi via via si aggiungono elementi, a volte anche con ampi salti di tempo. Non si può mai dire quando una composizione è completata, finita. A volte io riprendo vecchie composizioni, già pubblicate qui, e le modifico, aggiungo, tolgo… In ciò questo mezzo di diffusione - il blog - è inimitabile, con un libro tutto questo non sarebbe possibile. È più volatile, certo, ma restituisce in pieno il senso della poesia come organismo vivo, in continua mutazione, alla ricerca perenne di un equilibrio e di una (irraggiungibile) perfezione.

Per voi, con amore, come sempre, sempre di più

M.P.



Abbecedario III

C

come il Canto.

Ovvero l'incanto della voce
della foresta nel tramonto estivo
quando mille e mille alate creature
cercano assieme un'unica armonia
per intonare tra loro il loro arpeggiare
e frinire e archeggiare e intessere
note di clarinetto e flauto e viola
all'unico largo sospiro del Creato
che - ogni stagione - ripete il miracolo
di rigenerar se stesso
nell'universale amplesso.

O anche il melodiare di mamma
a labbra chiuse, lieve, dolce, sensuale,
mentre veglia accanto al lettino
la tossetta stizzosa della sua bimba malata,
e, persa nei suoi pensieri, per un momento
non si avvede che ella la osserva
come il cerbiatto osserva la cerva:
lo sguardo vuoto, perduto in un infinito
senso di pace.

Oppure il dono del fringuello
che angustiato dalla sua gabbia
innanza all'universo intero
le note malinconicamente
inconcepibilmente vere
della sua disperata attesa
d'una mai vissuta libertà.
D'un mai provato
libero volo d'amore.

Il suo universo è soltanto quello
che egli scorge dall'angusto pertugio
della finestra chiusa: o blu. O grigio.
Nulla più.


(Dedicato a C. come Carolina O. Un'amica meravigliosa, che ha saputo comprendermi)

Milano, 10 Gennaio 2013
Marianna Piani

8 commenti:

  1. Il canto, fatto di mille suoni, mille voci, che tu descrivi come sempre in modo superbo amica mi a...leggerti è meraviglioso....

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    1. Il canto è ciò di più vicino a ciò che facciamo quando appoggiamo la penna su un foglio per scrivere delle parole che ci escono dal cuore, e dall'anima. Tu lo sai bene, cara!

      Un abbraccio

      Mari

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  2. come sempre, cara amica, la delicatezza dei tuoi versi è sublime. Starei ore a leggerti...aspetto il prossimo capitolo. Un abbraccio

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  3. E io, cara, aspetto di vedere presto tue nuove immagini, che mi illuminino il cuore.
    E starei ore a guardarle.
    Nei ritratti, in particolare, sei speciale. E solo i talenti veri sono bravi, ma veramente bravi, nei ritratti. Perchè occorre scavare nell'anima delle persone, e per farlo occorre una grande umanità dentro di sè...

    Teneramente
    Marianna

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  4. Non smetterei mai di leggerti è troppo bello; io credo tu sia unica, meravigliosa ed irripetibile, quindi attendo le prossime ... senza fretta quando vorrai io ti leggerò.
    Besos mi corazon

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    1. Non smettere, tesoro mio, la tua lettura è ossigeno per la mia ispirazione. E la mia ispirazione è fuoco per riscaldare la mia vita. Tu mi riscaldi, cara!

      Tua

      Marianna

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  5. E sei arrivata al tuo Canto. Scorrono le tue poesie, con te. Intrecciate e libere svolazzano. Liberata la tua fantasia, quante immagini liberi in noi. Brava Marianna.


    Tua Sonja

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    1. Cara, scorrono... In questo periodo scorrono fluenti, incontenibili... Poi magari mi fermerò ancora, chissà... Ma per ora le lascio scorrere, mi danno il senso di vivere per qualcosa...

      Grazie infinite, mia cara, ma (come dice a me spesso l'amica Paola quando esprimo apprezzamento nei suoi confronti) tu sei di parte...

      Un bacio

      Mari

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