«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 20 gennaio 2013

Abbecedario V


Nato come un gioco, un pretesto per liberare la fantasia, divenuto via via un percorso interiore, una confessione, il racconto e la scoperta di un'anima in un momento di svolta. Ogni lettera dell'alfabeto, depositata come un seme nel giardino della mente per far germogliare pensieri. Una dopo l'altra, in rigoroso ordine alfabetico, venticinque composizioni, venticinque tappe di un pellegrinaggio, del tutto libero, aperto, sincero e indifeso. Le pubblico ora per voi, una dopo l'altra, a cadenza regolare, e le raccolgo poi via via in una pagina dedicata "Abbecedario", così da averle sempre accessibili, tutte assieme, come vagoncini agganciati uno all'altro.



Amiche care, amici diletti. Quinta lettera del mio "Abbecedario".
"E" come Essere. L'Essere, inteso come Essere Donna. La cronaca della memoria del mio scoprirmi tale, adolescente, del mio assistere, quasi dall'esterno di me stessa, a una mutazione rapida, drammatica, quasi dolorosa, del corpo e dell'anima. Sentirsi ancora sgraziate, inadeguate, e vedere sbocciare la bellezza, incredule. Prendere coscienza che sì, quella donna che vedo allo specchio, proprio lei, sono io, proprio io…

Per voi amiche care, con amore.

M.P.
(P.S. - La data è quella di revisione)


Abbecedario V

E

come Essere:

come essere donna, nella mente,
come figurarsi d'essere in quell'essere
fragile incorruttibile e traparente
di cristallo temprato dal tempo
in mille fiamme
e mille gettate
di ghiaccio ribollente.

Come essere corpo in divenire costante
fin dal dolente turgore
del primo sbocciar del seno nel magro petto,
fin dal pudore brutalmente infranto
dal primo rosseggiar di sangue
sul lenzuolo bianco.

Essere donna e donna sentirsi
nei bruni capelli che discendono le spalle
in onde di risacca marina,
come alghe profumate e salse,
negli occhi oscuri e incostanti
segnati da un enigmatico
eyeliner d'oriente promettente incanti.

E nelle labbra, socchiuse come petali vermigli,
e nelle mani sottili, nelle gocce di smalto
color del cuore sopra uno scrigno di perle,
e nella forma euclidea del seno,
dei capezzoli morbidamente eretti,
accarezzati, teneramente, intimamente
dal rabescato nero di pizzo e di seta.

Essere donna, esser sè stessa,
essere bella, soltanto per essere tale,
come quella rosa, appena sbocciata,
ornata di perle d'argentea rugiada,
che ferì a sangue l'incauta mano
che senza grazia tentò di strapparla
al suo giardino di Primavera.


(Dedicata a E. come Eleonora)
Milano, 18 Gennaio 2013
Marianna Piani

8 commenti:

  1. Risposte
    1. Nicoletta, grazie... Sono così felice che tu sia qui accanto a me, di nuovo.
      Ti voglio bene cara.

      Marianna

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  2. L'essenza dell'essere, sentire di essere, tornare ad essere... donna. Non anestetizzarti mai più, Marianna.
    Le tue parole sono tutte noi.
    Sonja

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    1. Mia cara diletta amica, dispensare emozione e conoscenza è la missione dell'artista, a qualsiasi livello. Ma occorre riuscire ad essere se stessi, e per me, anche per la mia malattia, è una presa di coscienza ardua e dolorosa. Però questa ricerca continua porta i suoi frutti, le parole che leggete su queste pagine ne sono l'immagine e a sostanza...

      Ti abbraccio forte, Sonja

      Marianna

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  3. E' troppo bello venir qui e trovarti ogni volta con parole nuove, un po' di timore ancora c'è ma è solo un istante poi scompare subito, lascia spazio ad un piacere immenso di leggerti e questa poesia è bellissima ... essere donna ... niente di più difficile, sin dall'inizio, ma niente di più meraviglioso e solo una donna può capirlo.
    Besos

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    1. ...E ogni volta per me è una gioia accoglierti! Perchè è un dialogo, il nostro, di emozioni, di liberi pensieri, di ragionar di donne. È vero, nulla di più drammatico, improvviso, difficile come il momento in cui il bruco si scopre farfalla, e - non crediate, uomini in ascolto - perfino più complesso e difficile poichè ciò che si svela è la Bellezza. La coscienza di essere donne e della propria bellezza come donne è una delle esperienze più sconvolgenti dolorose (sì, dolorose! Perchè si scopre intera la propria fragilità) che si possa immaginare per ogni donna, come essere umano.

      Ma, come dici tu Milly cara, ciò è anche qualcosa di meraviglioso, come l'inizio di un'avventura, che nasce dal nostro corpo in costante mutazione e invade la nostra mente, travolgendo l'intera nostra vita.
      Io penso che sia meraviglioso essere donne, proprio come lo pensi tu, e non cambieremmo questa nostra condizione per nulla al mondo, meno che meno per il potere. Poichè a noi, storicamente, il potere è cosa estranea, come è estraneo il fuoco all'acqua.

      Grazie mia cara, torna a trovarmi.

      Un bacio

      Marianna

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  4. Risposte
    1. Cara, sono davvero felice che ti piaccia, perchè questa composizione è una specie di "ritratto di donna" e tu sei una autentica artista e maga del ritratto, nel campo più difficile oltretutto, quello dell'immagine!

      Torna presto mia cara.

      Marianna

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