«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

lunedì 7 gennaio 2013

#RipCarolina



...
non l'ho mai conosciuta, Carolina, ho saputo di lei solo oggi, dai giornali e dal web.

Oggi per me è stata una giornata come altre, ero felice per essere riuscita a riaprire la mia comunicazione con il mondo, con voi, in barba a tutti i medici che mi avevano consigliato di non farlo per ora, per non sottopormi a troppo stress emotivo e di fatica, ed ero angustiata invece per la giornata (e la settimana) di problemi, difficoltà, preoccupazioni ed angosce che era iniziata.
Non avevo comunque intenzione di ritornare sul mio blog oggi, volevo lasciar passare un poco di tempo per far depositare le idee, decantare le emozioni…
Finchè non ho incontrato questa triste storia, prima su un giornale, poi in rete.

Bene, io non conoscevo Carolina, dicevo, ma tuttavia la conosco fin troppo bene invece, esattamente come la conosce ognuna di noi, amiche mie dilette. Perchè ognuna di noi, ne sono certa, è stata Carolina dieci cento mille volte nella vita. E ha avuto la fortuna di avere attorno a sè e dentro di sè forze e risorse che l'hanno protetta. Carolina no, lei è stata tra quelle che in un certo momento della loro vita non hanno potuto, o saputo trovare quell'appoggio, quel qualcosa che le avrebbe salvate… Questione di attimi, forse, in un'altra fase, in un altro momento e luogo forse ce l'avrebbe fatta anche lei, come abbiamo potuto fare noi mille volte. Ma non è stato così purtroppo.

 
Ed ecco allora che oggi siamo tutte, ma proprio TUTTE - un poco - Carolina: siamo lei, siamo con lei e in lei.

La violenza sulle donne, cari uomini che ci ascoltate e ci siete amici, non è soltanto quella palese e criminale degli stupri, delle bastonate e degli sputi. Le leggi, più o meno osservate, le contemplano e le puniscono duramente, tentando di proteggerci.
È invece anche e perfino forse più quella occulta, sotterranea, subdola, travestita, che ci può aggredire - e lo fa, lo fa - in ogni istante della giornata e della vita.
È la mano o la pacca sul culo, l'apprezzamento greve, la barzelletta sconcia, gli sguardi laidi sulle tette o sulle coscie… E poi questa roba qui, versione modernizzata della calunnia misogina e femminicida, il colpo mortale che ha ucciso Carolina, e che, ricordiamolo, è anche frutto di un'educazione di merda data ai nostri figli.

Non ho potuto tacere. Ero sconvolta, come voi di certo. Un episodio che pare modesto, ma che è, se ci pensate, atroce, inaccettabile. Una giovane vita ne è morta, altre giovani vite - sperabilmente, per il loro bene -  saranno rovinate dalla vergogna e dai rimorsi, se la Giustizia non troverà il modo, come penso, di agire.

Io sono ciò che sono, e la mia "arma" è la parola, non ho altro.
Per questo, in pochi minuti, di getto, ho composto questi versi, dedicandoli a lei, Carolina, detta affettuosamente Caro, e al simbolo che lei suo malgrado per noi tutte rappresenta.
In realtà non sono stata io a scivere questa poesia - che ha la forma di un inno - è stata lei ad impossessarsi, a forza, di me e della mia penna.

Ecco, per voi amiche care, e per Carolina, che vive sempre nel nostro cuore.
E per i nostri amici maschi, colleghi, compagni, mariti, amanti, buoni, gentili e belli, perchè sappiano capire, attraverso questa vicenda, che l'anima di una donna è una coppa di cristallo, a saperla sfiorare con dolcezza canta con voce di melodie celesti, se l'afferrate anche solo con innocente malagrazia, si frantuma in mille pezzi.

Con amore, più che mai

M.P.




#RipCarolina


Fischiarono le sassate
come sghignazzi
attorno a te
fragile creatura,
finchè ti colsero

diritte al capo,
al costato e al viso,
spezzandoti il fiato,
e stroncandoti le ali.

E tu piombasti nella terra nuda
con un impercettibile lieve tonfo,
senza emettere un lamento,
trepida mia violata capinera.

E ora è buio.

Oh, no, non piango te,
dolce angelo, perchè
tu ormai sei franca luce
libera nel cielo
della tua purezza
e per noi quaggiù ora
non provi che

una mesta tenerezza.

Nè piango, credimi,

i cari tuoi,
o il tuo amore
o le tue compagne,
puledre come te, affrante, scosse,
incredule, ignare che tanto male possa

travolgere le loro vite
in un istante.

Costoro disperatamente
ti cercheranno ancora,
ma dentro di sè sanno
che nulla più potrà violare
il tuo destino ora,

sei stella tra le stelle:

non più voli, non più sogni,
non più veglie
ad attender l'alba,
non più amori,
non più tenere carezze,

è vero,
MA...

non più cimenti

tristezze e affanni,
non più offese,
non più ferite,

e sopra tutto
non più insostenibili parole
e inverecondi sguardi.

Piango questi - invece -
che mi ostino a chiamare
per pietà "ragazzi",
che violarono con risate e lazzi
la tua disperata, ferita
umana intimità.

Piango costoro e penso
al loro destino: di vita, sì,
ma segnati ora e per sempre
da un tanto stolto sfregio.

Potranno celarsi, rifugiarsi nell'oblìo
di una vita senza scosse,
senza fama, e senza castigo.
Potranno illudersi innocenti
d'una tua supposta troppo viva
fragilità.

Costoro dentro sè sanno
e perennemente sapranno
d'aver immolato il tesoro immenso
d'una vita appena accesa
all'infinito vuoto
della loro vana ilarità.

Con tristezza immensa
a costoro auguro soltanto
di rinsavire, a vita scossi,
e almeno di poter soffrire
di questo loro immenso fallo
e scontare nell'intima coscienza
lo scotto della loro imperdonabile
irreparabile imbecillità.

A te Cara la nostra voce
sale alta e chiara,

come un inno:
tu sei con noi,
tu sei noi
piccola donna
immensa fiamma

nella incessata storia
della violata femminilità.


Milano, 7 Gennaio 2013
Dedicato a Carolina

Marianna Piani



Una piccola postilla, se permettete, amiche care e amici gentili.

Ho scritto queste e parole nell'onda della prima emozione, appena apparse le prime notizie su stampa e web. In seguito ho appreso altri dettagli, altre informazioni, tutte se possibile ancora più preoccupanti. Leggete questo articolo, molto bello, che tra l'altro sottoscrivo per intero:

«Non chiamatelo solo bullismo»
da zeroviolenzadonne

Ora, conoscuite questi retroscena, le mie parole sarebbero certamente diverse. Molto più dure, e più rabbiose anche. Non si tratterebbe quindi "semplice" episodio di imbecillità, come pensavo, ma di una vera e propria forma di femminicidio.

Tuttavia la sostanza non cambia: la violenza sulle donne in tutte le sue possibili sfumature, senza distinzione di "gravità", è un'emergenza assoluta di giustizia e civiltà!
Io mi impegnerò, anche da queste pagine, a far sentire la mia voce - per quello che vale, è l'unica "arma" di cui dispongo - e il mio sostegno per questa battaglia, per dire BASTA! Occorre prendere coscienza che questi episodi sono TUTTI, dal primo all'ultimo, segno di un ritardo culturale imenso, che occorre, tutti assieme, noi donne per prime, ma anche i nostri compagni, amici, fratelli maschi, se hanno a cuore la loro dignità, iniziare a colmare.


«Sebben che siamo donne
Paura non abbiamo
abbiam delle belle buone lingue
abbiam delle belle buone lingue
sebben che siamo donne
paura non abbiamo
abbiam delle belle buone lingue
e ben ci difendiamo...»

Milano, 9 Gennaio 2013
Marianna Piani

2 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. pochissime e delicate parole hai dedicato s Cartolina, ma anche forti con voce chiara e potente contro questi fenomeni terribili di violenza che continuano a gravare su donne di ogni età!
    Grazie di essere tornata...con tutto il cuore

    RispondiElimina

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.