«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 18 dicembre 2013

Guadalupa


Amiche care, amici

questo poemetto è l'ultimo di un buon numero indirizzati nel tempo ad un amico e poeta, persona assai importante per me poiché fu lui a spingermi qualche tempo fa su una rotta che esitavo a intraprendere. Ormai da tempo, dopo un diverbio (ma siamo entrambi testardi e tutt'altro che tolleranti su ciò che ci appassiona) mi ha abbandonata "al mio destino", un po' come fa il maestro che sgrida l'allievo, cerca di guidarlo finché può, e infine lo lascia a percorrere la sua strada.
La composizione è ricca di rimandi ed allusioni al nostro dialogo personale, tuttavia rileggendo a distanza di tempo l'ho trovato interessante forse anche per un lettore "estraneo" al nostro carteggio (tra l'altro, altri frammenti di questa storia hanno trovato a suo tempo spazio su queste pagine), poiché permette di ritrovare molta parte di me, del mio mondo e della mia immaginazione. E anche perché è una composizione un poco diversa da quelle che scrivo in questo ultimo periodo.

Per questo, la dedico a lui com'era in origine, ma la condivido con tutte voi, amiche dilette e amici, come di consueto, con amore.

M.P.





Guadalupa

(Never "rough", ever crazy…)
 

Il vascello taglia l'onde
con il filo della chiglia
come una lama di Toledo,
la polena imprigionata a prora
fissa innanzi al petto bronzeo
la tempesta che v'incombe.

Sul pennone gracchia fiera
la bandiera lacerata
da miglia e miglia di crociera,
Morgan doma con fermezza
le ottocento tonnellate e passa
di consumata quercia -

ritto senz'apparente esitazione
o alcuna ombra d'incertezza
in cima al cassero di prora.
Il nostromo urla i suoi comandi
dal bompresso alla maestra
fino alla quadra di trinchetto.

L'occhio del Corsaro
è una fiamma di coraggio
e di peccato consumato
senza traccia di rimorso:
arde da decenni come un faro
da costa a costa dei continenti.

Oggi l'occhio accecato per il salso
è velato di amarezza,
quello sguardo
che mai nessuno ha sostenuto
senza un fremito di terrore
ora è adombrato

da un dolore muto.
Il mozzo giovane di primo imbarco,
quel mozzo gracile e un po' folle
ch'egli aveva reclutato
e che aveva amato come un figlio
lo ha lasciato.

Fuggito quella notte di bonaccia
furtivo come un gatto,
senza fare un fiato,
ha preso il largo
su una fragile scialuppa
armata d'una sola colubrina.

Nelle notti e nei giorni
trascorsi tra le spume
e l'odore delle alghe,
piano piano, senza farsene avvedere,
ogni cosa aveva appreso, al ragazzo
ogni chiave del comando

ogni conoscenza dei suoi tesori,
ogni segreto della scienza
dell'andar per mare.
Credeva allora, e crede ancora
che quel pugno d'ossa
da sempre fosse l'allievo

più dotato. Non fosse proprio
per lo spirito ribelle,
l'odio e il rifiuto a fior di pelle
d'ogni forma di disciplina.
La sua rotta, frutto distillato
da cent'anni di fuga e caccia e corsa,

non bastava più al ragazzo
che cercava la sua propria via.
Morgan era affranto

nel cuor suo, poiché sapeva
che ora la ferrea legge barbaresca
gl'imponeva d'inseguire il fuggitivo

e di ucciderlo sul posto
per l'inaudito tradimento.
Ma rammentò per un istante
il suo passato, anch'egli mozzo,
anch'egli incapace di tollerare
ogni vincolo di comando.

Anch'egli anarchico ribelle,
anche lui  fuggiasco, anch'egli pazzo,
prima di risalire a sanguinosi passi
l'intera gearchia
della trista filibusta,
prima di mostrare in battaglia

quell'occhio suo fiammeggiante.
Quell'occhio che allora come mai prima
pianse, senza che alcuno
se ne avvedesse, tranne forse il vento.
Silenziosa come un fantasma
la goletta virò di bordo

e si allontanò scivolando
nella densa fredda nebbia.

. . . . .

Si seppe un giorno
che il giovane mozzo - anch'egli
affranto - pianse lungamente,
mentre temerario dirigeva la barra

direttamente incontro
al ventre della tempesta.


(Manoscritto ritrovato in alto mare
al largo dell'isola di Guadalupa
in data 8 ottobre 1713)


(Per Altor)
Marianna Piani
Milano, Ottobre 2013


4 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Revised version ... as I was working on composing a techno-music song with those lyrics, last night, I changed them, slightly. I was too hurried in sending them to you - good thing you didn't comment on them, it would have been in vain.
    I hope your disappointment over our misunderstanding has ended, for your attitude of lately towards me has been immensely painful and sorrowful. I sincerely wish not for a truce but for a heartfelt reconciliation. We have had some artistic differences but I don't think them to be so divisive nor worth a sentimentally deep divide. My respect for you has not diminished, nor my admiration and feelings of friendship. Let's be "stubbornly" positive in our future endeavour!

    Sincerely Yours, Alvaro xo!!!
    (Never "rough", ever crazy…)...but, never insane! :-))
    ...
    In the white midnight of this era
    I watch the lips of memory unfold
    in the harsh sunset of another day
    The purple sky above restores
    my eyes before morning arrives
    with unsheathed lights by my shore
    where the face of morning will not
    widen mine into an expected smile

    altor
    Dec.18, 2013

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    1. Caro amico mio,

      la tua voce, in alcune tue espressioni, è semplicemente sublime, ed io l'ho sempre saputo e pensato, né mai smesso di pensarlo.

      Sono semplici, chiare, piene d'armonia e tramite quest'armonia comunicano il loro significato, all'emozione.

      Tu hai la chiave segreta della Musa, non ci sono dubbi. Per te lei canta, con una voce bellissima, inimitabile.

      Questa poesia, in questa versione, ma lo era già nella prima, è un piccolo gioiello, tra i tanti che nel tempo mi hai donato.

      Io non sono lontanamente capace di questa sintesi, passeranno anni e anni (se sopravviverò abbastanza) prima di potermici avvicinare.

      Ciò che scrivi è la scrittura di un angelo, da cui molto dovrei con umiltà di imparare, e anch'io non ho mai smesso di considerarti un amico, e la mia stima nei confronti di te come poeta è rimasta nel tempo intatta.
      Umanamente siamo lontani, com'è in fondo naturale dal momento che io sono una donna di quarant'anni, al di là di un oceano, con sensibilità e cultura del tutto diverse dalle tue. Ma il nostro filo di collegamento non è spezzato, non è interrotto. È soltanto mutato. Darà i suoi frutti, ne sono certa.

      Ti abbraccio forte, mio Capitano…

      Tua
      Marianna

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  3. TY 4 your sweet, kind words, my dear friend, especially now, as I lay sick, in bed. They will help me to get better, I'm sure of it!
    I also like to wish you all the Best this Season has to offer, from the bottom of my heart!

    With much affection
    xo
    Alvaro

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Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.