«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 29 gennaio 2017

"Nevertheless" di Marianne Moore




Amiche care, amici,

vi propongo ancora una poesia, molto molto bella a mio avviso, e davvero tipica del suo stile - di Marianne Moore (St.Louis 1887 - New York 1972).

Come ho avuto modo di accennare in altri interventi su queste pagine, la traduzione, quando non ha una funzione di puro e semplice "servizio" nei confronti di lettori che altrimenti non potrebbero accedere alla voce dell'Autore nella sua lingua originale, è un fondamentale strumento per comprendere, studiare e partecipare dell'emozione e del gesto creativo dell'autore.

Ricordo una mia visita al Louvre, qualche tempo fa, e a come mi colpì incontrare, in diverse gallerie, numerosi giovani artisti (tra l'altro in gran parte ragazze e donne) intenti a ricopiare sulla tela o sul proprio sketchbook alcune opere di grandi Maestri. Ovviamente non si trattava di copie con finalità di mercato (o meno ancora di falsificazione!), ma soltanto di studio, di riproduzione di quei disegni e di quei colori per meglio afferrarne la grandezza, i dettagli, le sottigliezze tecniche, il metodo e l'impianto d'esecuzione.
Ecco, proprio questo è lo spirito con cui io mi accosto ad ogni traduzione, quella dell'allieva d'accademia, o della semplice appassionata, che cerca di decodificare il linguaggio segreto emotivo e creativo di un grande autore. A volta ci si trova davanti ad un acquerello fresco e luminoso, a volte un dipinto a olio cupo e denso, a volte a un semplice schizzo a carboncino. Ma in ogni caso l'impegno è lo stesso: vi possono essere maggiori o minori difficoltà tecniche, ma la difficoltà non risiede nella tecnica, quella dovrebbe essere data per scontata. La difficoltà è quella di riuscire non a riptodurre o copiare, ma a individuare e interpretare il "segno" autentico dell'autore, quel qualcosa di impalpabile, segreto, indefinibile ma evidentissimo e riconoscibile che fa di ogni grande autore un unicum, quel qualcosa che fa precisamente la sua grandezza e lo distingue nettamente dalla massa dei mediocri, dei mestieranti e dei dilettanti. Quel qualcosa che rende l'opera universale e senza tempo e che consente di renderla viva per sempre.


In questa splendida ed elegante lirica si trovano molti dei caratteri di unicità di Marianne Moore, in particolare la sua predilezione per la descrizione, precisa fino alla illustrazione scientifica, degli elementi naturali, in particolare piante ed animali. Agli animali, spesso definiti addirittura con i loro nomi scientifici, sono dedicate numerose delle sue composizioni.
Il suo canto rimane sempre complesso e a volte audacemente enigmatico, ma sempre dotato di una straordinaria musicalità ed armonia.

Vi lascio, amiche dilette e amici, come di consueto alla lettura, con amore.

M.P.


Marianne Moore




Nevertheless
you've seen a strawberry
    that's had a struggle; yet
    was, where the fragments met,

a hedgehog or a star-
    fish for the multitude
    of seeds. What better food

than apple seeds - the fruit
    within the fruit - locked in
    like counter-curved twin

hazel-nuts? Frost that kills
    the little rubber-plant -
    leaves of kok-saghyz-stalks, can't

harm the roots; they still grow
    in frozen ground. Once where
    there was a prickley-pear -

leaf clinging to a barbed wire,
    a root shot down to grow
    in earth two feet below;

as carrots form mandrakes
    or a ram's-horn root some-
    times. Victory won't come

to me unless I go
    to it; a grape-tendril
    ties a knot in knots till

knotted thirty times, - so
    the bound twig that's under-
    gone and over-gone, can't stir.

The weak overcomes its
    menace, the strong over-
    comes itself. What is there

like fortitude! What sap
    went through that little thread
    to make the cherry red!


Marianne Moore (1944)





Tuttavia


hai veduto una fragola
    reduce dalla sua battaglia ; c'era,
    laddove si raccoglievano i suoi pezzetti,

come un riccio o una stella
    di mare, per qual era la copia
    di semi sparsi. Quale nutrimento migliore

dei semi di mela - frutti
    dentro il frutto - racchiusi come
    coppie di gemelle nocciole strette

spalla a spalla? Il gelo, che uccide
    le piccole foglie gommose
    del tarassaco dente-di-leone, non può

danneggiarne le radici; quelle si sviluppano
    anche nel terreno ghiacciato. Una volta,
    dov'era una foglia di fico d'india aggrappata

al filo spinato, spuntò
    una radice che penetrò due piedi
    sotto terra;

così le carote a volte generano mandragole,
    o radici in forma di corna di cervo.
    Non mi verrà alcuna conquista

se non sarò io ad afferrarla;
    un viticcio dell'uva
    avviluppa nodi su nodi finché

non si sia annodato trenta volte, così
    che il ramo ormai legato sopra e sotto,
    sopraffatto, non possa muoversi più.

Ciò ch'è fragile sconfigge così
    la sua minaccia, ciò ch'è forte
    sconfigge sé stesso. Che vale più

della saldezza? Quale linfa è risalita
    lungo quell'esile stelo
    per rendere rossa la rossa ciliegia?


Marianne Moore
Versione Italiana di Marianna Piani
Milano, 28 Gennaio 2017
.

Nessun commento:

Posta un commento

Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.