«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 15 aprile 2012

San Polo

Una notte, anzi - allora non lo sapevo - un'ultima notte d'amore
nella città più romantica del mondo, prima di un doloroso e devastante distacco.
Sensazioni di luce, di suono, di odore, unici e irripetibili,
che ho tentato di narrare, di fissare in qualche modo nelle parole,
un tempo si sarebbe detto sulla carta.

La dedico a tutte voi, e ai nostri perduti amori.
E in particolare a due amiche speciali, Nico ed L.L..



Campo San Polo

Aprii gli occhi, d'un tratto, quella notte,
e compresi d'esser felice:
accanto a me, nel letto sfatto,
riposava come un felino sazio
il mio amore, ora finito, allor sfinito,
l'arco del dorso sensibilmente teso
sopra il morbido curvare dell'anca.

Sopra di me brulicava - mobile arabesco,
lanterna magica astratta, mutevole impalpabile
come le sue promesse - la luce nel soffitto, rifratta
dallo specchio tremulo del canale; insinuata
violando i vetri opachi della finestra,
socchiusa sulla angusta calle e sul ponticello
che unico, allora, ci univa al mondo e alla vita.

Attorno a me, nel silenzio, il suo respiro,
denso, fuso allo sciabordìo costante
della laguna che consumava, con antica costanza,
il muro vecchio del palazzo; e il calpestìo sommesso
dei piedi degli amanti, indugianti un bacio esausto
nel dedalo di nebbia e bruma e mura, accarezzati
dal lume dei lampioni e dalla brezza diaccia.

Aprii gli occhi, quella notte,
e credetti d'esser felice.
E lo ero, mentre fissavo sopra me il cielo
della stanza, mentre ascoltavo trepida la vita
fluire da me a lei, da lei a me, amata ombra mia:
così vulnerabile nel sonno. Da sveglia, invece,
mia implacabile, tirannica nemica.

Aprii gli occhi, quella notte,
e presto fui certa d'esser felice:
non voleva l'anima mia capire ancora
quanto imminente fosse la lacerante fine.
Il mio dormiente amore si mosse intanto, languidamente,
scoprendo la spalla nuda. L'intera mia vita fu all'istante
precipitata in quel candido risplendente lampo.

Aprii gli occhi, quella notte,
e seppi, senza saperlo ancora,
quanto certa fosse la mia sorte.
Quanto quei bagliori saettati dal mare
contro il cielo della stanza dal sentore salso
fossero gli ultimi, per noi, in quella calle sconta
appena dietro Campo San Polo, sopra il rio.

Aprii gli occhi, quella notte,
e venne subito, illividita, l'alba.



Milano, 10 Aprile 2012
A Nico, e LadyLabyrinth, che mi sanno ascoltare.
Marianna Piani

10 commenti:

  1. bella... un'armonia di emozioni contrastanti...

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    1. Mia cara, hai perfettamente colto nel segno, emozioni contrastanti è il tema, anche se nell'istante di vita che ho ritratto, me stessa che, consumato l'amore, veglia (io sono sempre quella che veglia, lo sai) stupefatta di sè e di quel che le accade, fissando il riflesso del canale sul soffitto, l'emozione era tutt'altro che contrastante, assorbita com'ero - come capita a tutte noi in alcuni momenti della nostra vita - tutta in una specie di estasi.
      Avrei capito dopo, poche ore dopo, quant'è effimera la felicità perfetta, quanto più è perfetta, tanto più è effimera, fugace, e acuto il dolore della perdita.
      Per questo preferiamo rifugiarci in felicità imperfette, che ci danno la garanzia di sopravvivere. Rinunciando però con questo ai veri vasti immensi voli della vita.

      Con amore

      La tua Marianna

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    2. Cos'è la felicità?
      E che sapore ha?
      Qual è il suo profumo?
      Quale sensazione lascia al suo tatto?
      Di quali colori si tinge?
      Qual è l'armonia che suona?

      Credo che abbia il sapore, il colore, il profumo, il suono, il tatto dell'amore.
      Esiste una simile felicità?
      Non lo so.
      Non l'ho mai incontrata.

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    3. Cara, la Felicità ha il sapore, il profumo, il colore, il suono, il velluto di un'amicizia sincera, anche, tra donne appassionate che si scambiano pensieri... Vita... Idee... Respiri...

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  2. Bellissima.. davvero....rarefatta.. evanescente lembo d'amore.... che sfugge... che fugge

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    1. Grazie Rosanna, cara amica, ricevere un complimento da te è un sogno, che non sfugge, che non fugge, che rimane, con me, per sempre.
      Ti amo

      tua Marianna

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  3. Magiche parole per sensazioni che ho provato anche io...e che capisco...grandissima la mia Marianna...anima poetica...

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    1. Cara, è per questo che mi sento di scrivere, e pubblicare queste mie parole libere, perchè so di interpretare sensazioni, emozioni che tutte noi proviamo nella vita. Con grande trepidazione, e gioia, e intimo batticuore, quando percepisco che vi ritrovate in me. Allora ho la sensazione di essere in qualche modo il vostro sguardo sensibile, sulla vita, sul mondo.

      Un abbraccio

      Marianna

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  4. Un'atmosfera intima, soffusa, un sogno che pian piano indossa i contorni di una verità cosciente. Un viaggio notturno, attraverso i sentieri di un'anima, che passa dall'abbandonarsi all'abbandono. Mi sono immersa nei tuoi versi, completamente. Gli occhi tuoi, Marianna mia, hanno il potere di creare magiche prospettive e le tue parole, quello di tradurle in canto e, permettimi, in incanto. L'amore è sempre un volo che vale la pena di provare, l'anima si mette in gioco, scommettendo tutto. Anche se si cade, almeno si potrà dire, un giorno, di aver toccato il cielo.
    Mi ha percorso un brivido, leggendoti. Anzi, più di uno.
    Sei unica, tesoro, magnifica.
    Tua Paola

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    1. I miei occhi più sensibili perchè ti sto derubando cara!
      Ho immaginato come l'avresti rappresentata tu, quella stanza, forse con un grandangolo non troppo spinto, probabilmente in biancoenero per far risaltare meglio il gioco di luce del riflesso dell'acqua sul soffitto, e la fatiscenza dei vecchi muri... E il biancore della spalla nuda... Ho immaginato che io fossi lì, gli occhi aperti al soffitto, con "la mia ombra" accanto ignara, e che tu ci fotografassi, oggettiva, penetrante. Intanto il preludio del dramma del giorno dopo era lì, presente, con la lividezza dell'alba e la morte della dolce notte, resa da un rialzo impercettibile dei toni di grigio.
      Ecco, immagine, parola: pas e deux. Aggiungi Musica. Perfetto.
      Grazie Paoletta, anche tu sei unica!
      Mari

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Sarei felice di sentire di voi, i vostri commenti, le vostre sensazioni, le vostre emozioni. Io vi risponderò, se posso, sempre. Sempre con amore.