«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 13 aprile 2013

Inattesa


Amiche mie dilette, amici cari, nel mio precedente intervento qui ho cercato di descrivere il senso dell'attesa.
Ma spesso, dopo l'attesa, arriva - inattesa - la sua soluzione: viene l'Amore, come il fulmine precedente il tuono, e sposta tutto, sconvolge tutto, modifica tutto.
Noi siamo abbarbicate alla nostra solitudine, come a una ciambella di salvataggio, e ci lasciamo trascinare dalla corrente, pigra o impetuosa, della vita, che ci bagna e ci piega le ossa; quando arriva improvviso quel vento, e non siamo pronte, mai siamo pronte a ciò, e respiriamo affannate le spume sollevate da quel soffio potente, travolgente, sconvolgente…
Non sappiamo se sarà tempesta, fortunale, uragano o breve temporale di passaggio. Possiamo solo accoglierlo, accecate dalla pioggia che ci frusta lo sguardo e ci inonda i capelli, rendendoli grevi, densi, e più belli… Ciò che al momento nemmeno immaginiamo è quanto belle siamo, così sconvolte, quando ci innamoriamo…
Dedico questa mia piccola cosa a Micky, che ho tanto amato e amo, e a tutte voi, amiche care, che sapete farvi cogliere sempre impreparate dall'amore, e ai vostri amori e amanti, che sanno ispirarvelo.
M.P.




Inattesa

E venne questa fiamma,
questo ammasso globulare
di luce, incandescente,
venne, scoccando
come una freccia, che schianta
con un botto secco
contro l'uscio di legno
massello: così lei venne!
All'orizzonte, oltre il mare,
sfolgora improvvisa la saetta,
e scatena lo stormo dei gabbiani
in un volo panico lampeggiante
bianconero di ali agitate
frenetica fuga di anime caste.

Venne tale quale come viene
l'annuncio di una sventura,
o la notizia d'una somma gioia
prematura. Venne, improvvisa
come un cavaliere al galoppo,
da dietro l'altura,
o come l'aviogetto in volo radente
esplode il suo bang sopra le chiese
e le teste dei villaggi assopiti nel loro
pigro sereno meriggiare.
Venne senza annunciare
alcuna venuta, senza lanciare
avanti a sè alcun segno,
venne soltanto per illuminare
a giorno il mio personale giorno.

Venne soltanto quando
l'anima mia, e il mio cuore,
e la mia mente, da sè divise,
erano distanti, da me lontane,
disperse nel vasto echeggiare
di vuote stanze, e incolti giardini,
di un palazzo senza più storia
nè memoria: quando non v'era
più attesa nel mio percorrere il tempo,
nè speranza, nè fervore,
e le ore, e i giorni,
parevano sedimentare
sopra i giorni, e le ore,
come strati di fango sopra la torba.

Venne, la gioia, suprema,
e s'impadronì del mio tempo,
venne, e precipitò su di me
come l'acqua d'un lago
tracima la diga,
tutto sradicando
da ogni certezza,
e dragando la valle
fino alla foce, e alla fine...
Il rimbombo della mia mente
sconvolta e scossa
dalla sua quiete
destò l'intero mondo
dal suo indifferente sonno.




Milano, 28 Febbraio 2013
Marianna Piani

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