«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

domenica 7 aprile 2013

Abbecedario XVIII


Amiche care, e amici. La lettera S, la nuova inevitabile voce del nostro piccolo abbecedario, mi ha portato ad affrontare un tema per me assai doloroso, anzi atroce, come molte delle amiche più intime già sanno.
Infatti io sono, per dirlo con una definizione "fredda", una donna sterile, irrimediabilmente: in altre parole, non potrò mai avere nella mia vita l'esperienza fondante e fondamentale di ogni donna, quella della maternità biologica, quella per cui l'intero nostro organismo fisico e psichico è stato architettato, dalla Natura e da Dio.
E la Natura e Dio sanno quanto ho desiderato, anelato divenire mamma, e quanto ho sofferto in tentativi, cure, torture, per sentirmi infine dire da medici impotenti e rassegnati che nulla più si poteva fare.
Avrei voluto perpetuare quel senso materno così meravigliosamente trasmessomi dalla mia mamma. Sentivo che avrei potuto essere come lei, per la mia bimba, Alice, mai nata. Il Sole e la Luna, l'universo intero.


Mi rimane il rimpianto infinito, e il senso dell'incompletezza, di essere, ancora una volta e più che mai, incompleta, irrisolta, come donna, come femmina, come persona.
Un qualcosa che ha segnato un solco profondo nella mia vita, e che, vi giuro, è per me assai difficile esprimere, a parole. Quando vorrei soltanto piangere, e basta.
Ma dirlo lenisce, in qualche modo, il dolore, perchè lo rende concreto, vissuto, anche se mai superato.
Lo dedico a voi, amiche care, e amici gentili, più che mai, con amore.
M.P.




Abbecedario XVIII

S


come Sterilità.

Si erge, inaccessibile, impervia,
superba, contro il cielo viola
la vetta, come una temeraria spada
di roccia viva.

Altre torri, intorno a lei, silenti,
sfidano le stesse altezze,
le stesse nubi,
gli stessi spietati venti,
le stesse nevi, gli stessi soli cocenti,
le stesse stagioni di immutabile
orgogliosa solitudine.

Di certo, quello spasimare,
quell'anelare instancabile
alla purezza, alla rarefatta bellezza
di quelle quote estreme,
è per quelle desolate cime
il disperato canto
elevato al cielo
per chiedere ragione
del loro infinito dolore:

dentro quelle loro rocce,
calcinate dal passaggio
di gelo e di fuoco,
spaccate e fratte,
alcun seme, dai venti più esotici
lasciato, o dimenticato, o abbandonato,
avrebbe mai potuto in alcun modo
generare alcun germoglio.

. . .

Il sole muore all'orizzonte.
Le rocce sulla cima
si tingono di puro corallo
in un ultimo impareggiabile
infuocato atto
di superbia e di grazia.



Arona, 15 Luglio 2012
Marianna Piani


5 commenti:

  1. Chi non ha figli biologici ha moltissimi figli "morali"sulla base di una reciproca libera scelta.Alessandra

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    1. Alessandra cara, questo tuo commento secco, quasi brutale, è come un rimprovero, acchè io non mi pieghi all'autocommiserazione, sterile anch'essa... e hai ragione.
      Ognuno è ciò che è, nel disegno di Dio e/o della Natura. Una pietra è una pietra. Luccica magari di cristallini di poetico quarzo, ma non può generare vita. Non lo potrà mai fare.
      Ho percorso un lungo e faticoso cammino per accettare ciò che sono, la diversità che mi porto nel petto, e nella mente. Ora non potrò non accettare quella che mi porto nel grembo.

      Ma amiche, pazientate, vi prego, se a volte, per il dolore che provo, mi sfugge qualche gemito...

      Grazie, amica cara e sorella
      Ti voglio bene
      Tua
      Marianna

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    2. No, non era un rimprovero! Con poche parole volevo mettere in evidenza la sacralità del ruolo delle madri e dei padri morali.
      La pietra non genera ,ma luccicando ,con la luce del suoi pensieri, trasmette agli occhi e al cuore di tutti , infinita luce che si propaga nei secoli e che dà infinita vita (ti ho rubato l'allegoria)." Quindi tu sei fecondissima luce. A ciascuno il suo". Alessandra, tua tranquilla sorella.

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  2. Fra quelle rocce, il Sapiente Serpente cerca il calore che ha fuso il mondo, muovendosi nella lunga notte della Storia, disinterrando gli antichi testi di pietra, impressa nei frammenti fossili che ne delineano ogni era; come quella biblica, della quale tu ne sei Eva. In ogni Poeta risiede sia Eva che il Serpente-negli altri vi si trova un dormiente, sterile Adamo, bellicoso e sbieco, e spesso muto, o meglio, spesso così desiderato...!
    Tu sei Poeta, per definizione non "sterile", anzi...! Sei anche donna, e non tutte sono poetesse e molte anche sterili – Ama il tuo Essere Creativo!-Nucitrice, che di versi vivi, dacci il pane nostro quotidiano, non pagnotte ma, POESIA!

    Ti ringrazio di quel tuo "impasto" dedicatomi ieri o, l'altro! Inaspettato per il ritardo e, tuttavia, poco infornato...! Io preferisco addentare la loro croccante crosta, remember, dear Marina, and in so doing, remember what I said about Tsvetaeva-She baked them "all" well! :-) Sleep well & golden dreams!!

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    1. Va bene, caro. Forse imparerò. Forse no. Forse un giorno saprò. Forse mai. Per ora mi limito ad essere me stessa. E preferirei cento volte non essere "poeta" affatto, ma essere Donna vera, Donna piena, Donna gravida, non di parole, che tanto sono fallaci, come tu qui mi dici, ma di vita...
      Tua
      Marianna

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