«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 12 giugno 2013

Tre Preghiere


Amiche care, amici,
le tre composizioni che seguono le scrissi in occasione dei giorni di Pasqua di quest'anno (come pare lontana la Pasqua, oggi!). E sono scritte in forma di preghiera, una forma per me inusuale, ma molto affascinante.


La mia è una religiosità che un tempo si sarebbe detta "laica". La mia mamma, sì, era piuttosto religiosa e a modo suo osservante, mio padre era invece, come dire, accondiscendente per amore. Ad ogni modo la mia è stata una famiglia di orientamento cattolico, anche se, a onor del vero, i miei mi hanno educata a valori positivi di solidarietà, di giustizia, di uguaglianza, senza MAI impormi e nemmeno propormi alcun "credo" religioso formalizzato. La mia mamma si limitava a farmi sentire come normale e buono il fatto che lei alla domenica, da sola o accompagnata dall'accondiscendente papà, scivolava in parrocchia. Ma per lei lì c'era anche un altro motivo di attrazione, extrareligioso, quello: la chiesa, appena rinnovata, aveva installato un organo liturgico a canne di ottima fattura, e la mia mamma proprio non aveva potuto rinunciare ad offrirsi come organista per le funzioni principali, così da poter suonare quello strumento che, come tutti gli organi di quel tipo, aveva una sonorità emozionante, pena e travolgente.
Io a volte la accompagnavo, in particolare quando provava, da sola, a chiesa vuota, e vi assicuro che sentire quello strumento, in particolare nelle note basse, tuonare Bach e Buxtehude tra le navate al comando delle mani (e dei piedi, in questo caso, dato che c'era una pedaliera a due ottave), era un'esperienza del tutto indimenticabile.


Ad ogni modo, crescendo, io ho potuto sviluppare una sensibilità acuta nei confronti della spiritualità, e una mia "fede" molto personale, basata sui valori del bello, della natura, dell'amicizia, dell'amore. E, sopratutto, della libertà.
Come donna infatti ho sempre sentito le religioni come un qualcosa in qualche modo ostile al nostro genere, come se volessero assicurarsi l'esclusiva della gestione della spiritualità umana, ingabbiandola in regole, rituali, dogmi.
E per questo relegando la donna - che per natura è portata spontaneamente a vivere la propria spiritualità in modo più immediato e diretto,  e ad ascoltare di più le voci dell'anima - a un ruolo nel migliore dei casi marginale.
Ad ogni modo, in quei giorni di inizio Aprile sentii il bisogno di esprimere una riflessione su quelle che sono le mie personali devozioni di Fede. Come dicevo poco sopra, sono in particolar modo la bellezza donataci dalla natura, il bisogno di essere me stessa e di accettarmi per ciò che sono, i valori dell'amicizia, del donarsi affetto e perdono.
Nella ultima lirica, che ho concepito come un piccolo Inno Sacro dedicato all'amicizia femminile, ho adombrato molte delle mie più intime e care amiche: se vi capiterà di leggere, forse vi riconoscerete… Sì ragazze, parlo proprio di voi…
Avevo pensato di pubblicare le tre liriche separatamente, una per volta. Tuttavia sono nate assieme, e assieme sono cresciute. Per cui anche qui ho voluto che rimanessero unite.

Ecco, quindi, dedico queste tre "devozioni" alla mia Fede, e alla vostra, qualunque essa sia. Poiché nessun uomo o donna può esistere e affrontare la vita in mancanza di un proprio atto di Fede…


Come sempre, con amore
M.P.




Preghiera, in devozione I

Larice, carico di anni come di neve, immoto
nel tuo perenne elevarti a fermare
le nubi; abete silvestre, profumato
di resine rare, e di incensi di essenze
che colano dalle ferite spaccate mutandosi
in ambre: accoglimi nella tua amorevole ombra!


Ardite dolomie, pinnacoli frantumati
e fratti, fatti di roccia e fossilizzati
organismi abissali: scarni, puntati -
come dita di una mano - verso il ceruleo
smalto del cielo, a implorare perdono.
Granito: sarò inclusione nel tuo cuore impietrito.

Occhi, aperti verso il celeste mistero,
celesti voi stessi, oppure bruni profondi
come le brune tane dei tassi e delle marmotte,
laghi delle vette, cigliati di canneti, brulicanti
di avannotti di pece e di tritoni dorati:
polle di lacrime, celate in voi i miei pianti!

Onde, lucenti come pensieri, ricorrenti
come le angosce in notti prive di luna,
mormoranti come cori di officianti, onde,
che siete destrieri selvaggi, ma docili
al volere delle sirene, schiumose amazzoni,
soprani dei mari, travolgetemi di mareggiate!

Fate che io sia tra voi la diletta, onda
tra le onde, lago tra tutti i laghi, vetta
di roccia tra le rocciose vette, arborea essenza
tra le più ardite della foresta, fate che i venti
delle crode e dei mari m'investano fino a rapirmi,
e a innalzarmi, rendendomi umile nube -

evanescente nel deserto spazio.
Mutandomi in luce, vapore, biancore,
puro respiro, sospiro, alito di Dio,
sospesa per brevi momenti nel vuoto
del tramonto fiammante topazio
sopra questo mare di liquido argento.

Fatemi raggiungere alfine il fine
della mia aura sfinita di vita...


Niardo, Brescia, 31 Marzo 2013 - Pasqua



Preghiera, in devozione II

Padre Vento, Madre Terra, abbiate cura
di questa corruttibile femmina, di questa
fragile intatta anima, perduta in mezzo al Tempo.

Vento boreale, che sei nel cielo del mio sogno,
che sei guida e motore al mio pellegrinaggio,
dona ali al mio destino e meta al mio coraggio.

Terra madre, che mi hai dato un corpo
e al mio corpo hai dato sostanza e peso,
dona a questo corpo un'anima e un pensiero.

Luce del mio dolore, luce che si svela aperta
come un fiore di bagliori e raggi all'orizzonte,
rischiarami il sentiero, vicino è il termine del viaggio.


Brescia, 1 Aprile 2013



Preghiera, in devozione III

Donne amiche della mia vita, compagne
del mio vagare in questa terra inaridita
e secca, chiusa tra muretti di pietra cruda,
erba combusta e intrichi aguzzi di roveti.

Donne che mi donate il vostro caldo affetto
come lune piene di piena Estate, e immense
donate la vostra luce arancio e oro alle selve
aggrappate impaurite alle alture della notte.

Tu, Maestra Prima del mio Canto, e tu, Cantrice
che il pensiero muti in voce piena di Sirena,
e tu, fedele e mite dolcissima custode dei miei beni,
e tu, sorella che mi rechi il regno di musica e canto,

E tu, ancora, che mi tendi le tue snelle mani,
e tu, che mi narri in figure i tuoi sogni, e tu ancora
capace di unire la tua nenia alla mia, soavemente,
disperatamente senza rifugio sufficiente al tuo dolore.

State con me, dilette amiche, restate al mio fianco
mentre sono in cammino in questo aspro viaggio,
cantate con me per accompagnare il passo, con me
cogliete i fiori e il mirtillo lungo i bordi del sentiero.

Trieste, 4 Aprile 2013

Marianna Piani

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