«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 26 giugno 2013

Vibrazioni


Amiche care, amici,
Come altre volte vi ho raccontato, non sempre incontro la necessità di una composizione dai larghi orizzonti, a volte l'idea si concentra in uno spazio breve, in un tempo concluso in pochi minuti di tensione poetica. Sono quelle che io chiamo "ispirazioni", nate di getto in un attimo di pensiero, di riflessione, a seguito di un incontro casuale, di un momento di abbandono, di una associazione mentale o spirituale.
In questo caso la scrittura è scaturita dall'incontro con un bellissimo post dell'amica Madis <www.madis.me>, come sempre ricco di suggestioni e di immagini stupendamente aperte alla sensibilità e alla bellezza.

La vita intesa come vibrazione, organizzata dalla natura, e frammentata invece irrimediabilmente dalla nostra visione tormentata dal dubbio e dalla solitudine.

La dedico a lei, naturalmente, e a voi, amiche e amici diletti, con amore.


M.P.



Vibrazioni


Ciò che vediamo
della vita
se osserviamo vicino
è questo:
nitide perle di luce
che solo per pudore
o schivo riserbo
non chiamiamo lacrime,
e una visione
annebbiata, opalina,
che informa le forme
e trasforma i colori
in morbidi armonici
di rosa e di verde:
il tepore, avverso al freddo.
L'incontro, e il distacco.
Il disperare, e il volere.

Ma se arretriamo soltanto
di un passo, distinguiamo
un veicolo fermo,
finito il viaggio,
e un uscio varcato,
per noi oramai serrato.

L'uscio è disperso
nei mille riflessi
di lenticole lucenti
nitido in ciascun frammento
come dentro le schegge

di uno specchio infranto.

Ricostruire il nostro
vissuto in frantumi
non ci è dato, se non morendo:
possiamo soltanto tornare
circolarmente alla nostra visione
annebbiata, opalina, informale,

della nostra coscienza.



Marianna Piani
Milano 8 Aprile 2013
A Madis, con ammirazione grande.

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