«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 1 giugno 2013

Le notti


Amiche dilette, amici cari,
mi capita (è un effetto collaterale della mia malattia e delle relative terapie) di svegliarmi nel cuore della notte. Di solito mi desto sommamente agitata, con l'angoscia che mi stringe la gola, nei primi istanti rimango come paralizzata da un terrore indefinibile, cui non so dare un nome.
Questa composizione è frutto di una notte come queste.
Per calmarmi un poco infatti io cerco di scacciare i miei fantasmi, di pensare ad altro, e quindi scrivo.
Scrivo raggomitolata nel letto, direttamente sul mio iPad, oppure mi alzo, ciabatto intontita fino in cucina, mi verso un bicchiere di latte, e scrivo, sopra il primo foglio di carta sufficientemente grande che mi trovo sotto le mani.
La persona che amavo mi aveva lasciato da poco, allora, e così le notti erano sempre piene di lei, della sua immagine, del suo sorriso, della sua assenza. E della nostalgia per gli attimi di estasi e di passione, che parevano ormai sogni lontani, mai più raggiungibili.
Ecco, queste notti, vissute e rivissute nel cuore di una notte, sono l'ispirazione di questi versi.
Li dedico a chi ho amato e mi ha lasciato, e a tutte voi, amiche e amici, che invece mi seguite, con affetto, fedelmente.
Come sempre, con amore.

M.P.


Le notti

Notte chiara,
notte di luna calante,
notte di cieco sguardo,
notte voluttuosa di nebbia.
Un passante solitario
traversa la via, s'insinua
senza indugiare tra le vetture
schierate come sciami d'insetti
dal carapace metallizzato.
Solo a quest'ora, di notte,
in questa città sempre troppo vissuta
si può riudire il passo d'un uomo
riverberare sui muri e sui vetri.

Notte di usci chiusi,
chiusi come i pensieri,
e notte dietro quegli usci
di infiniti amori consumati
dentro letti sfatti, letti imbrattati,
o sui divani, o sui pavimenti
dei saloni, tra soffocati respiri
o lamenti sfuggiti all'estasi
che porta ogni amore.
Amori puri, amori perversi,
amori languidi, amori densi,
cento milioni di amori
che ritmano assieme la notte,
che pare ancora infinita.

Notte di amanti, che s'incontrano
ai crocevia dei viali, notte di corpi
che si intrecciano ai corpi,
e notte di anime che bruciano anime
nei bracieri delle passioni,
corpi di uomo che avvolgono donne
e corpi di donna che sciolgono
in grida e sospiri e pianti
di dolore per la loro sottomissione.
Notte in cui i liberi spiriti
posseggono i loro compagni,
e maschi seminano maschi,
femmine si perdono in femmine.

Notte in ascolto, dalle finestre
chiuse vereconde sui loro segreti,
senza fine ripetuti, voci di piacere
ormai senza pudore,
come grida, sassi scagliati
lontano a piombo, che risvegliano
cerchi di onde fino alla riva.
Notte che scioglie
ogni pianto, ogni orgoglio,
ogni riserbo, scagliando
le carni aperte come ferite
una nell'altra, fino alla fine.

E notte anche in cui ogni dolore
raggiunge il suo spasmo,
nel suo estremo orgasmo,
notte che conduce
l'Ultima Guida, velata di nero,
ai capezzali della sofferenza
dalla speranza ormai prona.
Notte che libera lo strazio
della carne e del cuore
dalla sua condanna,
concedendo il sollievo
a chi non può più ormai
nemmeno sognare...

. . .

La mia notte è senza rumore,
senza un umano respiro accanto:
la mia notte, da sola,
in cui giaccio in un letto
di ghiaccio, deserto di te,
lo sguardo spalancato
nel buio sconfinato,
mentre il mio senso
più acuto sente ancora
il profumo delle tue labbra,
e accanto a me il calore
dei tuoi teneri fianchi
che cercano ristoro
aderendo a me.



Marianna Piani
Milano, 28 Marzo 2013

3 commenti:

  1. La notte è la dea degli amori,
    di quelli felici e anche
    di quelli destinati a sciogliersi.
    La notte sono i sospiri
    e i respiri
    di due teneri amanti
    Notte fatata e fatale
    Ti adoro
    Laura

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    Risposte
    1. La notte...
      stare accanto
      a chi si ama...
      Oppure avere almeno
      un volto nella mente...
      Oppure sentire, sapere
      che qualcuno ha noi
      proprio noi
      nel suo pensiero...
      E alle porte della notte
      già spalancate come un'antro
      aver coscienza
      di non essere del tutto sole.

      Un pensiero, una carezza,
      una poesia, un'arco dolce
      di due labbra sorridenti.
      Due occhi intensi.
      Un affetto, un magico
      contatto, oltre la distanza,
      oltre il tempo.
      Non essere più sole:
      Questo conta.

      Mia dolcissima Lauretta!

      Un abbraccio
      Marianna

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  2. Tu sei sempre in grado di farmi commuovere! Sai regalare immagini che vivono, escono dallo schermo e sono li vive dinnanzi a me!

    La luce della notte
    Illumina il suo velo
    Avvolge ogni cosa.
    Non sono i luminari
    A rendere calore
    Ma solo le persone
    Quelle vere...come te!

    Una abbraccio sincero! Baci Pier

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