«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

sabato 4 marzo 2017

Il minimo e l'immenso


Amiche care, amici,
mi ha sempre affascinato come l'immensamente piccolo contiene l'immensamente grande, un mistero cosmico, un segno inequivocabile dell'ordine finale - e del disordine entropico - del Creato.
Il nostro ruolo in tutto questo è del tutto trascurabile, eppure ne è l'essenza. Ciò che rende significato a questo immenso sforzo generativo, questa energia che si esprime a partire da un unico catastrofico boato e che ha come destino l'annichilimento in un simmetrico immenso boato finale, è la nostra capacità di ragionare su di esso; che, alla fine, è la capacità di questo stesso Universo ad avere coscienza di sé.
Questo è un gioco di specchi tra noi e la realtà oggettiva che rende il nostro organismo biologico parte essenziale ed evoluzione finale di questo super-organismo che è l'Ordine Naturale delle Cose.

Gli antichi, e chi ha fede, chiamano questa entità onnicomprensiva e onnipresente Dio.
Gli scienziati ancora stanno lavorando per esprimerla in un'equazione che ne spieghi le leggi empiriche, e le derive teoriche, e sicuramente sono destinati a non finire mai questa speculazione. Poiché se il carattere meno comprensibile dell'Universo è la sua infinitezza, quello dell'uomo rimane la sua misteriosa ineluttabile finitezza. Paradossalmente tra queste due dimensioni incommensurabili esiste un'unica finestra di contatto, che è la nostra morte biologica. Quando le particelle organizzate che costituiscono la nostra esistenza e la nostra coscienza si disintegrano per tornare a far parte della natura prima e ultima del Cosmo.


Per me, che rifletto sulla mia infinita insignificanza, e scrivo per trovare un senso ad essa, tutto l'immenso della vita si concentra e risolve come il nucleo di una stella nell'unico punto focale, da cui tutta la luce scaturisce e illumina il mio universo.

Che è, amiche dilette e amici, infine, e all'inizio di tutto, l'amore.

M.P.




Il minimo e l'immenso


Raccontami l'immenso.
Ovvero, ciò che illumina il poeta?
Ovvero, l'oscurità che sommerge
le galassie, il riverbero di fondo
onnipresente
del primigenio schianto?
Oppure: il mare; ciò che il mare
era per me bambina quando
seduta al termine del molo
le gambe ciondoloni,
inconsapevolmente naufragavo
nell'incommensurabile distanza?

O ancora è quella montagna, e sopra
il cielo come una lastra di creato
che blocca vista e fiato, qua e adesso;
o invece non è neppure un luogo,
è un pervàdere nell'aria...
Oppure, il voler bene
mio a te, tanto grande
da non vederne inizio, o fine,
o il mezzo, soltanto l'ombra
della sua presenza su di me,
che si espande all'infinito
fino a comprendere l'universo.

Ma l'immenso è altro.
È una corolla, ad esempio,
che s'apre e diffonde
il suo profumo nell'aria
sapida della sera, inquieta
come la tua mano che la raccoglie
dalla mia, e la porta
alle labbra, con ardore.
Ecco: è in questo gesto, senza peccato,
nel tuo fervore così innocente,
è in tutto questo, caro amore mio,
è in questo, il mio, il tuo, il nostro immenso.
 


Marianna Piani
Milano, 3 Giugno 2016
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2 commenti:

  1. Grazie Alda, mi emoziona e commuove ricevere un commento così semplice e diretto, mi riempie di gioia sfiorare le corde di certe sensibilità...
    Grazie di cuore.
    Un abbraccio
    Marianna

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