«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

venerdì 24 marzo 2017

"Trees" di Howard Nemerov


Amiche dilette, amici,

tra i molti Autori recenti della Storia letteraria Americana, oggi vi propongo una voce meno nota da noi, sebbene molto stimata in USA, Howard Nemerov (New York, 29 febbraio 1920 – University City, 5 luglio 1991).
Una poesia concepita come "dottrina dei segni" che ha scopo di "persuadere… obbligare Dio a parlare", ha per tema dunque principalmente il rapporto con la natura, nel senso più vasto del termine — ma anche in quello più specifico di mare, alberi, colline — mentre agli inizi la poesia di Nemertov era spesso centrata su tematiche urbane.

Per un maggior approfondimento vi rinvio il consueto ampio e documentato articolo su Poetry Foundation.

Grazie amiche dilette e amici per l'attenzione e l'affetto.
M.P.





Howard Nemerov



Trees



To be a giant and keep quiet about it,
To stay in one's own place;
To stand for the constant presence of process
And always to seem the same;
To be steady as a rock and always trembling,
Having the hard appearance of death
With the soft, fluent nature of growth,
One's Being deceptively armored,
One's Becoming deceptively vulnerable;
To be so tough, and take the light so well,
Freely providing forbidden knowledge
Of so many things about heaven and earth
For which we should otherwise have no word —

Poems or people are rarely so lovely,
And even when they have great qualities
They tend to tell you rather than exemplify
What they believe themselves to be about,
While from the moving silence of trees,
Whether in storm or calm, in leaf and naked,
Night and day, we draw conclusions of our own,
Sustaining and unnoticed as our breath
And perilous also — though there has never been
A critical tree — about the nature of things.
Howard Nemerov



Alberi


Essere un gigante, e non parlarne,
Rimanendo al posto che compete;
Significare la presenza costante del processo
E apparire sempre lo stesso;
Essere saldo come roccia e tremare
Al tempo stesso, avere l'apparenza
Cruda di morte e la dolce affluente natura
Dell'adolescenza, l'una ingannevolmente
Armata, l'altra vulnerabile, ingannevolmente;
Essere così forte, e così bene
Prendere la luce, procurando proibita
Gratuita conoscenza di tante cose
In cielo e in terra, per le quali
Non ci sarebbero state parole altrimenti —

Le poesie, o la gente, raramente son così amabili,
E quand'anche abbiano qualità grandi
Tendono piuttosto a dire che a dare esempio
Su cosa pensano essere la loro missione,
Mentre dal silente movimento degli alberi,
Che fossero in quiete o in tempesta,
Rigogliosi o spogli, giorno o nottetempo,
Ne deriviamo conclusioni personali
Vitali e inosservabili come il respiro,
E pericolose, anche — sebbene mai
Vi sia stato al mondo un albero filosofo —
Riguardo la ragione delle cose.



Howard Nemerov
Versione Italiana di Marianna Piani
19 Marzo 2017
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