«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

mercoledì 22 marzo 2017

La coppa


Amiche care, amici,

dopo la mia escursione nel difficile ma affascinante territorio della "forma chiusa", mi concedo una dolce divagazione nel "verso libero", anche se ai più accorti di voi (ma che dico, siete tutte/i "accorti") non sfuggirà che questa "libertà" pur sempre si gioca attorno ai due capisaldi della prosodia italiana, l'endecasillabo e il settenario. È come una danza attorno a un ritmo che avvolge e coinvolge, e non può che essere così in fondo, trattandosi di scrittura in italiano, cui questi due schemi sono connaturati come un respiro.
La composizione d'amore,un amore che sempre magicamente si rinnova ad ogni incontro, a ogni scambio, ha una sua naturale, spontanea espressione in una libera canzone,
come questa che oggi propongo: basta lasciare che i sentimenti, le emozioni e tutta la sensualità, la carnalità di una carezza, si esprimano da sole attraverso le nude parole del cuore.

Per voi, amiche dilette e amici, ovviamente, come sempre, con amore.

M.P.






La coppa


Apri questa tua mano
atteggiala come una coppa -
Oh, dolce coppa di vino novello -
e dolcemente poggiala
a coprire il mio seno bianco
con un fremito appena,
senza stringere, senza premere,
lascia che s'empia tutta
di tutta la mia bellezza,
ch'è solo tua, ora,
e forse sarà per sempre.
Senti tra le dita la piena forma
fluire immodesta e dolce come
fluisce l'anima mia alla tua.

Gustala ora, questa coppa colma
del distillato spirito divino
di ciò che per te io sento,
fattene ebbra, ora ch'è tempo,
consumala fino l'ultima goccia,
che tanto il mio cuore
ora per ora la rinnova,
che più te ne riversa,
più la ricolma.


Lascia, sulla liscia diafana pelle
la vaga impronta delle tue dita
che piano svanisce, come assorbita
nella luce viola dell'alba, traccia
della tua — e della mia — persistenza.




Marianna Piani
Milano, 5 giugno 2016
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