«La Poesia è Scienza, la Scienza è Poesia»

«Darkness cannot drive out darkness; only light can do that. Hate cannot drive out hate; only love can do that.» (Martin Luther King)

«Não sou nada. / Nunca sarei nada. / Não posso querer ser nada./ À parte isso, tenho em mim todos los sonhos do mundo» (Álvaro De Campo)

«A good poem is a contribution to reality. The world is never the same once a good poem has been added to it. A good poem helps to change the shape of the universe, helps to extend everyone's knowledge of himself and the world around him.» (Dylan Thomas)

«Ciò che premeva e che imparavo, è che in ogni caso non ci potesse mai essere poesia senza miracolo.» (Giuseppe Ungaretti)

venerdì 10 maggio 2013

Le donne sono serie!


Amiche care, amici gentili, anzi, questa volta soprattutto voi, amici gentili…
Per una volta, molto eccezionalmente, voglio uscire dal mio "guscio" poetico per proporvi un argomento molto prosastico, ma che mi sta molto, ma molto a cuore, prendendo spunto da uno splendido intervento dell'amica (grande donna e finissima poetessa, peraltro) Rosanna Marani, attorno a un fatto di cronaca, piuttosto stupido ed apparentemente ininfluente, ma che secondo me è invece molto sintomatico per leggere in "controluce" la condizione della donna nella nostra società (evoluta, democratica, non confessionale, vorrebbe e dovrebbe essere) e quanto ancora ci sia da lavorare nel fondo delle coscienze e delle mentalità di tutti noi per tentare di perseguire una effettiva condizione di "parità" tra i sessi, intesa non come una impossibile e non auspicabile "uguaglianza", ma come dignità nella differenza.
All'articolo di Rosanna, apparso sul suo stupendo blog, ho "risposto" con un mio piccolo contribuito, che qui riproduco integralmente.

Dedicato a voi, amiche care, e, come dicevo prima, con un particolare pensiero a voi, nostri amici, colleghi, compagni, amanti, mariti, parenti, un piccolo contributo di riflessione di due donne, posto senza acrimonia, senza pretesa di pontificare, ma che vi possa aiutare a comprendere il vissuto della condizione femminile non in astratto, ma nella vita di ogni giorno.
Con amore, sempre
M.P.




CARO TOSCANI, LE DONNE SONO SERIE DA UN PEZZO

di Rosanna Marani

Aridanghete!!... Eccolo l’eroe del giorno, il fotografo Toscani che dà la ricetta del talebano, del parroco di campagna e dell’arcivescovo (iman) islamico.

La tragedia del femminicidio è sotto gli occhi di tutti. Chiediamo noi donne l’intervento a gamba dura del Governo e questo tizio che fa?
Ci toglie i tacchi e il rossetto, affermando: "Le donne smettano di mettere il rossetto e di portare i tacchi e saranno al sicuro da violenti e maniaci". "Devono volersi bene per quello che sono - ha detto il fotografo -. Serve un ruolo più serio delle donne".
 "La smettano di voler sempre sedurre, altrimenti finiranno per sedurre soltanto i maniaci e i violenti", ha aggiunto ancora il pubblicitario all'Adnkronos, invitando tutte quante a "essere più sobrie e a dare importanza all'essere più che al sembrare".


L' inciso suo:” Serve un ruolo più serio delle donne!”

Le donne sono già serie!
 E da mo’! 
Venga fuori calle caverne e se ne accorgerà.

“Ma mi faccia il piacere!” direbbe Totò.
“Di levarsi dai piedi “, lo diciamo invece noi donne, stufe marce dell’impero del maschilismo più bieco e obsoleto.

Ora, oltretutto che il suo risultato l’ha ottenuto. Finire sui giornali dopo l'astinenza da flash che si risolve si risolve sparacchiando cavolate?

L’altra crisi di cui patisce l'altra metà del cielo (direi coperto), quella del pensiero pensato, ahimè, temo sia senza rimedio.


I fatti
http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1094036/violenza-sulle-donne-la-ricetta-di-toscani-basta-tacchi-e-rossetto-e-bufera-su-twitter.shtml
Violenza sulle donne, la ricetta di Toscani: "Basta tacchi e rossetto". E' bufera su Twitter
Insulti e pesanti critiche sul social network. C'è chi propone: "Perché non introdurre il burqa?"
Rosanna Marani
©2013 Piazzolanotizia - Riproduzione Riservata
07 MAGGIO




Lettera aperta

Cara Rosanna,


Lasciamo per un attimo il nostro bel dialogo attorno alla Poesia, e dedichiamo due parole attorno a qualcosa di così impoetico e inelegante come la percezione che un certo mondo maschile continua ad avere di quello femminile.


Davvero, mia cara, io stento a credere che una persona, che suppongo dotata di una intelligenza forse anche superiore alla media, e di buona cultura - dal momento che insomma, non è un personaggio preso dalla strada, e qualcosa nella vita ha combinato - dico, una persona così, e non (con tutto il rispetto, e senza per questo farne un discorso a mia volta categorizzante) un "camionista rumeno", proprio una persona così possa esprimere simili concetti! E questo fatto è molto più sintomatico dell'episodio in sé.

Hai ragione, cento volte ragione ad indignarti, e non occorrerebbe neanche che io aggiungessi una parola alle tue su questo fatto, talmente suonerebbero ovvie!

Ma io dico, “serietà del ruolo femminile”: non è mai stato tanto serio in tutta la Storia, mi viene da dire, alle prese come siamo con una crisi profondissima del vissuto dei nostri conspecifici, da cui sempre ci attendiamo fiduciose comportamenti evoluti di concerto con la civiltà che ci ospita, e di contro un affrancamento sempre più marcato di noi donne dalle “vecchie” posizioni di ruolo, un gap questo che paghiamo, come purtroppo rileviamo ogni giorno, in primissima persona, con un pesante tributo di lacrime, e, senza metafora, sangue!


Ebbene, serietà invochi, Oliviero?…

E la “serietà” del ruolo maschile, dove diavolo è finita? Il bon ton? Lo spirito cavalleresco, almeno? L'archetipo del Principe Senza Macchia né Paura che ci protegge dai draghi e dai Re Predoni? Io per fortuna a onor del vero ho conosciuto molti uomini che si indignano furiosamente e senza remissione (e anche se ne vergognano personalmente, come se ne sentissero il peso addosso a loro) di fronte non solo a fatti patenti e gravi di cronaca, ma anche di fronte a certi ragionamenti apparentemente inoffensivi, stupidi, da bar sport.

Un uomo che sfoggia una Ferrari Cabrio, o una Cayenne nera, per puro gusto edonistico (non mi si dica che si tratta di mezzi di trasporto), non è forse altrettanto e forse più “provocante” di una donna che indossa una mise sexy e degli (stupendi e vertiginosi finchè volete!) sandali Louboutin? Se poi costui venisse assaltato per strada da delinquenti che lo pestano a sangue e lo rapinano, diremmo forse “poteva far meno sfoggio, che se ne esca con una Skoda”?



Diavolo, e se invece a me andasse proprio di sedurre? Non sono libera di farlo, senza dover temere di essere aggredita? Ma anche, e forse ancor più (come mi è capitato, più volte, e come capita quotidianamente a tutte noi – i nostri amici maschi non riescono, anche innocentemente, a rendersene conto, come quando ci conducono sereni a braccetto sulle maledette grate di ferro, senza badare ai nostri problemi se indossiamo dei tacchi a spillo) di essere oggetto di “apprezzamenti” maschili, che vanno dall’offensivo, allo stupido/ridicolo, al ripugnante, al decisamente schifoso e vigliacco?!


Io adoro indossare i tacchi 12, a spillo, decoltée o sandaletti, con o senza platform, gonne corte e vaporose, rossetti e smalti colorati e vivaci, e vorrei poterlo fare quando, quanto e come mi pare.

Lo faccio perché mi diverte, mi fa volare con la fantasia (qualche volta anche giù dalle scale del metrò), mi fa sentire un po' regina…  Sono omosessuale e quindi non lo faccio certo per “sedurre” uomini, mentre la seduzione tra donne viaggia su canali paralleli ma assai diversi, assai più mentali. Lo faccio, e con entusiasmo, soltanto perché mi piace vivere la mia femminilità e la fantasia di espressione che grazieaddio essa mi consente. Questo lo accenno solo per cercare di spiegare a voi, cari amici uomini, che le motivazioni della femminilità, e della sua espressione attraverso i linguaggi del corpo, della moda, sono assai più complessi e intrigati di quanto spesso sembra che tendiate a pensare. Forse anche per questo molti grandi stilisti - o coreografi - sono di tendenze omosessuali, forse questo dà loro una maggiore sensibilità nei confronti del nostro modo di esprimere la grazia e la bellezza. Che non è solo "seduzione", insisto, ma anche allegria, divertimento, fantasia… E, sopratutto, grazie al Cielo, LIBERTÀ!


Amici cari, maschietti che magari ci volete bene e ci rispettate, cercate di capire che noi amiamo vivere in pieno la nostra vita, amiamo fantasticare e, sì, perchè no, amiamo sedurre. Proteggeteci, ammirateci, amateci, questo vogliamo da voi, non “lezioni” di morale! Ho letto da qualche parte: “una società che pretende di insegnare alle donne come difendersi dagli stupri, invece di tentare di educare gli uomini a non stuprare, è una società del cxxxo!”
Un abbraccio, mia cara, scusa lo sfogo, grazie per la tua ospitalità.

Torniamo presto a parlare di Poesia, è meglio, che già ho un certo mal di stomaco.


Tua



Marianna

Milano, 10 Maggio 2013

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